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Storia personaggi illustri e archeologia della Magna Grecia di Calabria

Anche se la Calabria è una terra abitata sin dal Paleolitico il periodo storico di maggior splendore artistico e culturale è stato di certo quello della Magna Grecia. A partire dal VIII secolo a.C. popolazioni provenienti dalla Locride, dall'Acaia e dalla Calcidia si stabilirono lungo le coste calabresi, fondando le prime colonie dei Greci in terra degli Enotri e dei Iapigi. Oggi restano antiche e preziose testimonianze archeologice, artistiche e culturali.

  • Acrolito di Apollo Aleo

    Acrolito di Apollo AleoRinvenuto nel 1929 durante la prima campagna di scavi nell'area archeologica di Punta Alice, col nome di Acrolito di Apollo Aleo si identifica la testa in marmo bianco della statua raffigurante il dio greco, qui protettore dei naviganti e dei mercanti di mare.

    Sul promontorio di Punta Alice gli abitanti dell'antica Krimisa avevano eretto un santuario dedicato ad Apollo Aleo. I primi scavi dell'area vennero condotti dall'archeologo Paolo Orsi che riportò alla luce le fondamenta del tempio, e di fianco altri oggetti antichi, tra cui antefisse in terracotta, monete d'argento e parti della statua in marmo bianco.

  • Alcmeone di Crotone

    Alcmeone di CrotonePadre fondatore della medicina antica, Alcmeone nacque intorno all'anno 560 a.C. a Crotone, proprio negli anni della mitologica battaglia della Sagra perduta contro i locresi di Locri Epizefiri.

    Non si conosce il luogo dei suoi studi di medicina, ma le sue qualità mediche e scientifiche prendono piede sin da subito nell'antica Kroton, tanto che all'arrivo di Pitagora in città, avvenuto intorno al 536 a.C. la fama di Alcmeone è già nota e diffusa in tutta la Magna Grecia. Sezionando corpi umani e animali per studiarne attentamente l'anatomia, e la causa scatenante le difunzioni corporali, Alcmeone diede origine al metodo della ricerca scientifica, basato sull'analisi reale delle cose.

  • Anassilao di Reggio

    Anassilao di ReggioAl nome di Anassilao è legato il periodo di maggiore potenza militare e politica dell’antica colonia calcidese di Rhegion, a lui si deve la creazione del potente Stato magnogreco dello Stretto che univa politicamente le odierne città di Reggio Calabria e Messina.

    Tale Stato, che solo per un breve periodo riuscì a controllare i traffici marittimi, rappresenta storicamente il primo tentativo di ricondurre ad unità politica le due sponde dello Stretto. Il suo nome, Anaxilas, figura tra i vincitori della settantatreesima olimpiade del 480 a.C. e, come tale, celebrato in un epinicio di Simonide di Ceo.

  • Banchetti Sibariti

    Banchetti SibaritiLo sfarzo, l'opulenza dell'antica Sybaris e l'amore dei suoi cittadini per la vita mondana, divennero proverbiali in tutto il mondo greco, con storie e leggende che facevano il giro del mondo conosciuto.

    Tali caratteristiche erano particolarmente evidenti nei sontuosi banchetti sibariti, intorno ai quali si narravano leggende che volevano nelle case degli aristocratici sibariti, il vino sgorgare direttamente dalle campagne tramite condutture in terracotta. Per ordine del governo sibarita era fatto divieto possedere galli in città per non disturbare il sonno dei vicini che spesso dormivano fino a tarda mattina.

  • Barchetta Nuragica

    Barchetta NuragicaCostituito dall'insieme di oggetti votivi e doni sacri portati dai pellegrini al celebre Santuario di Hera Lacinia, il Tesoro di Hera proviene in gran parte dagli scavi condotti sul Parco Archeologico di Capo Colonna.

    Tra i reperti più interessanti del Tesoro spiccano il famoso Diadema Aureo, e la misteriosa Barchetta Nuragica del VII secolo a.C. La barchetta in bronzo è in chiaro stile nuragico, viene esposta nella sala del Museo Archeologico Nazionale di Crotone. Custodita insieme ai più raffinati reperti che costituiscono il ricco Tesoro di Hera Lacinia.

  • Bronzi di Riace

    Bronzi di RiaceInsieme all'Auriga di Delfi e al Cronide di Capo Artemisio, oggi conservati presso il Museo Archeologico di Atene, i celeberrimi Bronzi di Riace vengono a ragione considerati la massima espressione della scultura bronzea dell'antico occidente ellenico.

    Le statue, esposte presso la sezione di archeologia subacquea del Museo Archeologico di Reggio Calabria, sono ancora oggetto di profondi studi e accese discussioni. Si dibatte ancora per definirne con moderata certezza il contesto di provenienza, nochè la peternità, da qualcuno attribuita ad una famosa scuola artistica come quella di Fidia, più che ad un unico maestro scultore.

  • Coppa di Bronzo Fenicia

    Coppa Fenicia in BronzoDurante gli scavi del sito archeologico di Francavilla Marittima, nella necropoli in contrada Macchiabate, sono stati rinvenuti interessanti corredi funerari di tipo indigeno e precoloniale, contenenti statuette fittili e bronzetti oltre ad oggetti di uso quotidiano.

    Si presume che tali oggetti potrebbero avere un valore votivo. Tra questi spiccano i resti di una coppa in bronzo di evidente produzione siro-fenicia del VIII secolo a.C. ora esposta presso il Museo Archeologico della Sibaritide. La Coppa Fenicia è decorata a sbalzo in cinque zone concentriche all’interno, separate da una linea di minuti cerchietti incisi, una catena floreale sul labbro, un tappeto di rosette o stelle nel mezzo, circoscritto da un ornato, forse palmette fenicie o assire.

  • Culto di Hera Lacinia

    Culto di Hera LaciniaNell'antica colonia achea di Kroton insieme al culto di Eracle, fondatore mitologico della città, e di Apollo, ispiratore della fondazione stessa, era molto sentito il culto di Hera Lacinia.

    Pochi chilometri più a sud della città, sul promontorio dove insisteva una precedente area sacra, i crotoniati edificarono il grande santuario dedicato ad Hera Lacinia, tra le più grandi aree sacre di tutto il mondo ellenico. Moglie e sorella di Zeus e regina tra gli dei, Hera veniva venerata come dea protettrice dei pascoli anzitutto, delle donne, della fertilità femminile, della famiglia e del matrimonio.

  • Democede di Crotone

    Democede di CrotoneNella Kroton del VI secolo a.C. nacque Democede, figlio di Callifonte rinomato medico crotoniate. Gli attriti tra padre e figlio indussero il giovane Democede a lasciare la città natia per per andare a svolgere la professione medica nelle città della Grecia d'Oriente.

    Di certo il continuo girovagare del medico crotoniate giovò alla sua tecnica medica, così come alla sua notorietà. "Democede è medico di professione, il più abile nella sua arte a quei tempi" così lo descrisse Erodoto nel terzo libro delle Storie, riconoscendogli un primato ed una fama guadagnate sul campo, e sopratutto nelle corti dei potenti re del Mediterraneo.

  • Diadema di Hera Lacinia

    Diadema di HeraChiamato dai greci Heraion Lakinion, il promontorio di Capo Colonna custodisce, nell'area attrezzata a Parco Archeologico, oggetti antichi di inestimabile valore storico e artistico.

    Negli ultimi due decenni di scavi archeologici sono stati rinvenuti dei veri e propri gioielli di eccezionale manifattura e di grande rilevanza storica, tutti databili tra il VI ed il IV secolo a.C. Questo ricco patrimonio comprende capolavori artistici come la sfinge alata, la gorgone, la sirena, la Barchetta Nuragica ed il più famoso Diadema Aureo.

  • Dioscuri di Marasà

    Dioscuri di MarasàIl gruppo marmoreo dei Disocuri, costituito da due sculture in marmo dei Dioscuri Castore e Polluce, figli di Zeus, più una terza rinvenuta molto prima e che potrebbe simboleggiere la Vittoria, sono tra i primi rinvenimenti della Magna Grecia in Calabria.

    Le statuette vennero infatti rinvenute dal Sovrintendente Paolo Orsi durante la campagna di scavi del 1890-91 nell'area archeologica dell'antica Locri Epizefiri. Il gruppo marmoreo dei Dioscuri costituiva la decorazione scultorea della fronte occidentale del tempio dorico del Santuario di Contrada Marasà, dedicato probabilmente a Zeus, da qui il nome di Dioscuri di Marasà.

  • Eutimo di Locri

    Eutimo di Locri EpizefiriEutimo, figlio di Asticle, fu un valoroso atleta locrese vincitore di tre Olimpiadi nella categoria del pugilato.

    La sua fama era conosciuta in tutto il mondo ellenico, come avveniva per i pluriolimpionici, e la sua città natia, Locri Epizefiri, gli fece erigere una sua statua presso Olimpia, venerandolo come fosse un eroe della mitologia antica. Secondo una leggenda raccontata da Pausania, Eutimo era figlio del fiume Cecino, che all'ora divideva il territorio della città di Locri Epizefiri con quello di Rhegion

  • Filippo di Medma

    Filippo di MedmaFilippo di Medma, conosciuto anche come Filippo il Medmeo, nacque nel IV secolo a.C. nell'antica colonia di Medma, odierna Rosarno.

    Astronomo e matematico, Filippo il Medmeo è conosciuto per essere stato discepolo di Socrate prima, nonchè segretario personale e discepolo di Platone, e per averne tradotto le opere postume, scrivendone anche la prima biografia. Recatosi giovane ad Atene, Filippo ebbe la fortuna di conoscere due massimi pensatori del mondo occidentale come Aristotele e appunto Platone, di cui divenne subito discepolo e segretario personale.

  • Filolao di Crotone

    Filolao di CrotoneNon ancora accertate in maniera univoca le origini di Filolao, medico e filosofo del V secolo a.C. al quale si deve il grande merito di aver divulgato i concetti filosofici della dottrina pitagorica.

    Di certo Filolao compare tra i rifugiati a Tebe sfuggiti alla seconda persecuzione anti-pitagorica condotta nell'antica Kroton da una nuova e feroce classe dirigente, avversa alla politica classista ed aristocratica dei pitagorici. Diogene Laerzio afferma senza dubbio alcuno, che Filolao è medico e filosofo nato a Crotone, mentre altre fonti storiche lo riferiscono proveniente da Taranto.

  • Hipponion

    HipponionA quattro km dalla costa, su una piccola altura posta a poco meno di 500 metri sul livello del mare, coperti dal moderno abitato di Vibo Valentia, si trovano i resti dell'antica colonia locrese di Hipponion, costruita in prossimità di un precedente centro indigeno chiamato Veipo.

    Hipponion fu colonia di Locri Epizefiri fondata sul finire del VII secolo a.C. insieme a Medma, per acquisire nuove terre coltivabili ed assicurarsi uno sbocco commerciale sul Tirreno. Più che di una vera e propria dipendenza o sottomissione, quella tra Hipponion e Locri Epizefiri era una forma di sovrintendenza commerciale e forse tributaria.

  • Kaulonia

    KauloniaLidentificazione dell'antica città di Kaulonia con l'area compresa tra Punta Stilo e l'abitato di Monasterace Marina, si deve all'archeologo Paolo Orsi, che nel 1890 ivi rinvenne i resti monumentali di un grande tempio dorico.

    L'origine della colonia è ancora dibattuto, poichè alcune fonti storiche indicano Kaulonia come città fondata dai crotoniati nel VII secolo a.C. mentre oggi la maggior parte degli studiosi ritiene che sia una colonia achea fondata alla fine del VIII secolo a.C. dall'ecista Tifone di Aegion. I dati certi indicano che la città entrò nei possedimenti della colonia achea di Kroton intorno al 675-650 a.C. rappresentandone il confine sud del suo teritorio.

  • Krimisa

    KrimisaL'identificazione della città di Krimisa è oggi quasi unanimemente risolta a favore della zona attorno a Cirò Superiore, dove gli studiosi hanno identificato una continuità abitativa che risale sin dall'epoca del Ferro.

    Le fonti storiche non sono concordi in quanto a modalità di fondazione dell'antica colonia, quasi certamente l'area sacra della vicina Punta Alice era nota già in epoca precoloniale. Data l'estrema vicinanza alla città di Kroton, si pensa che la fondazione di Krimisa sia stata in qualche modo voluta dalla potente città di Miscello, come avamposto a nord contro eventuali azioni ostili dei sibariti.

  • Kroton

    KrotonChiunque avesse visitato l'antica Kroton del VI secolo a.C. si sarebbe di certo imbattuto in una città ricca e potente, cinta da quasi 20 km di mura armate e difesa da un esercito di oltre 150 mila uomini, scolpiti nei muscoli e nello spirito.

    Passeggiando lungo le ampie plateie avrebbe forse sentito un attempato signore disquisire di forze contrapposte e morigeratezza dei costumi, avrebbe visto un bovino adulto portato in spalla da un forzuto atleta, e condotto sul promontorio Lacinio sacrificarlo ad Hera. Eppure non si sarebbe di certo annoiato il nostro, potendo scegliere di frequentare la famosa scuola medica, considerata da Strabone la migliore al mondo, oppure la elitaria e filosofica scuola pitagorica.

  • Locri Epizefiri

    Locri EpizefiriL'antica colonia locrese di Lokroi Epizephyrioi fu fondata, secondo una notizia di Strabone, confermata anche dai riscontri archeologici, poco dopo la fondazione di Kroton avvenuta nel 709 a.C. da coloni che provenivano dalla regione della Locride Ozolia o dalla Locride Opunzia.

    Aristotele invece sostiene che i fondatori fossero in realtà dei servi fuggiti con le mogli dei loro padroni, impegnati con Sparta nella guerra contro i Messeni. Tale asserzione, negata più tardi da Timeo, fu confermata da Polibio (Storie XII, 5-10), che raccolse le testimonianze dirette dei discendenti locresi. A queste origini è forse da riferire l'uso singolare della matrilinearità nella discendenza nobiliare in uso a Locri Epizefiri.

  • Medma

    MedmaSul finire del VII secolo a.C. la città di Locri Epizefiri, famosa per il primo codice di leggi scritte approntato dal legislatore Zaleuco, dovette affrontare una serie di tensioni sociali dovute alla cronica mancanza di terreno fertile da coltivare per la crescente popolazione.

    Il territorio di Locri Epizefiri non si prestava, come quelli di Kroton e Sybaris, allo sfruttamento agricolo di vasti latifondi. Bloccata a nord dalla potente Kroton ed a sud dalla città di Rhegion, non le rimase che valicare l'appennino e fondare due colonie sulla pianura del fiume Mesima. Nacquero così le due colonie locresi di Hipponion e appunto Medma.

  • Metauros

    MetaurosNell'ampia piana di Gioia Tauro, sulla riva destra del fiume Metauro insistono i resti archeologici dell'antica colonia di Metauros, fondata quasi certamente dai calcidesi di Zancle, odierna Messina.

    Sul finire del VII secolo a.C. si rese infatti necessario stabilire il confine tra i territori che Locri Epizefiri aveva conquistato sul Tirreno, e quelli della colonia di Rhegion, anch'essa fondata dai calcidesi nello stesso periodo di Zancle. Invero le notizie storiche sulla fondazione di Metauros sono abbastanza scarse, ma dai recenti scavi archeologici, riferiti alla necropoli, sembrerebbero confermare l'origine zanclea della colonia.

  • Milone di Crotone

    Milone di CrotoneTra i personaggi più illustri della Magna Grecia e certamente l'atleta più forte di tutti i tempi, il grande Milone fu pugile e lottatore imbattuto per oltre vent'anni.

    Nato e vissuto nell'antica Kroton del VI secolo a.C. grazie alle sue gesta sportive e non, divenne tra gli uomini più influenti del gruppo aristocratico che governava la città di Miscello. Il suo dominio sportivo cominciò nel 540 a.C. quando vinse la sua prima olimpiade nella lotta categoria ragazzi. Seguirono 5 vittorie olimpiche consecutive nella gara del pugilato, fino all'ultima del 516 a.C. nella quale il suo avversario rifiutò di combattere, per celebrare la gloria di un uomo a cui gli dei diedero in dono la forza e la disciplina.

  • Miscello di Ripe

    Miscello di RipeTra gli ecisti fondatori delle antiche colonie della Magna Grecia, il gobbo Miscello, acheo di famiglia nobile proveniente dall'isola di Rhypai, è certamente la figura più interessante e bistrattata.

    La sua storia si lega alla fondazione dell'antica Kroton, avvenuta intorno al 709/710 a.C. sulle sponde del fiume Esaro, di cui lo stesso Miscello diviene ecista, cioè capo fondatore. Dai racconti puntuali degli storici dell'antica Grecia, come Diodoro Siculo, Dionigi di Alicarnasso e Strabone, si traccia un quadro completo del contesto storico e mitologico della fondazione dell'antica Kroton e delle vicessitudini del gobbo Miscello.

  • Monetazione Achea

    Monetazione AcheaDai rinvenimenti archeologici sin qui realizzati nelle diverse colonie italiote, si ricava che l'introduzione della monetazione in Magna Grecia, cioè del conio ed uso di monete in metallo per gli scambi al dettaglio, risale al VI secolo a.C.

    Nello specifico le prime monete apparse sono state quelle coniate dalle colonie achee di Sybaris, Kroton e Kaulonia. Indubbiamente l'uso della monetazione deriva dalle città greche della Calcidia e della Eubea, che già nel VII secolo a.C. coniavano stateri d'argento con la tecnica del rovescio incuso (stampo di unica immagine a rilievo su un verso e incuso sul rovescio).

  • Mura di Hipponion

    Mura di HipponionLa cinta muraria dell'antica colonia di Hipponion fu indagata nel suo tratto Nord-Est tra il 1916 e il 1922. 

    Sullo scorcio del secolo scorso l'analisi delle foto aeree e alcune verifiche del terreno hanno permesso di approfondire la conoscenza sulla tecnica costruttiva e di accertare la successione di diverse fasi edilizie. Le mura greche di Hipponion erano dotate di varchi, piccole porte e porte monumentali, nelle quali sfociavano i più significativi assi viari di comunicazione fra il settore urbano e le aree extraurbane. 

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