Sito Archeologico di Castiglione di Paludi

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Area archeologica di Castiglione di PaludiUn disteso insediamento umano del IV a.C. riferito quasi certamente ad una città brettia, è stato indagato sulla collina delimitata dai torrenti Coseria e Scarmaci, nell'area archeologica di Castiglione di Paludi.

Sul pianoro antistante l'abitato, erano già state scavate 50 sepolture del IX a.C. corredate da armi, lance in ferro e bronzo, fibule, lamine decorate ed altri oggetti. L'area di Castiglione di Paludi potrebbe nascondere l'antica città enotra di Cossa, nei pressi della quale, più tardi, i brettii edificarono una loro città. Una città di Enotria, nota col nome di Cossa, compare in un frammento di Ecateo di Mileto del VI a.C. e più tardi Giulio Cesare nel De Bello Civili, menziona una città di nome Cossa nel territorio di Thourioi.

Il nome dell'attuale torrente Coseria, nei pressi di Castiglione di Paludi, sembra costituire un ulteriore indizio per l'identificazione dell'antica città enotria di Cossa. Se l'area archeologica di Castiglione di Paludi conserva poche testimonianze dell'antica città di Cossa, della città brettia rimangono invece notevoli resti, primi tra tutti quelli delle mura, costruite in blocchi squadrati di arenaria disposti a secco, alcune scalette interne conducevano sugli spalti.

Sul lato orientale era la porta fortificata, a corte rettangolare, difesa da due torri a pianta circolare alte due piani. All'interno, una strada collegava la porta principale al cosiddetto teatro, edificio a pianta semicircolare addossato a un pendio naturale, che poteva accogliere 200 persone circa. Più verisimilmente si tratta di un luogo per le riunioni dell'assemblea pubblica databile intorno al IV secolo a.C.

Sempre all'interno della cinta muraria, oltre a una cisterna sono stati rinvenuti i resti di alcune abitazioni, distinguibili in due fasi per la tecnica costruttiva. Il ritrovamento all'esterno della porta di un deposito di terrecotte votive di tipo femminile, testimonia l'esistenza di un piccolo luogo di culto, forese attivo già con la città di Cossa.

Tra i materiali rinvenuti tra gli scavi dell'area archeologica di Castiglione di Paludi, si segnalano per importanza un volto maschile in arenaria locale e alcuni modellini fittili di templi, e delle tegole siglete "vereia" che attestano l'attività di una istituzione pubblica deputata alla produzione in scala di laterizi.

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