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Dal Paleolitico alla Magna Grecia: il patrimonio archeologico della Calabria

Il patrimonio archeologico della Calabria non è completamente noto e indagato, ma costituisce già uno dei pilastri storici e turistici della regione. Non solo per i 5 Parchi archeologici nazionali, ma anche per le migliaia di reperti conservati nei musei, alcuni dall'enorme valore storico ed artistico come il Diadema di Hera Lacinia, o i celebri Bronzi di Riace. Tutta l'archeologia della Calabria

  • Acrolito di Apollo Aleo

    Acrolito di Apollo AleoRinvenuto nel 1929 durante la prima campagna di scavi nell'area archeologica di Punta Alice, col nome di Acrolito di Apollo Aleo si identifica la testa in marmo bianco della statua raffigurante il dio greco, qui protettore dei naviganti e dei mercanti di mare.

    Sul promontorio di Punta Alice gli abitanti dell'antica Krimisa avevano eretto un santuario dedicato ad Apollo Aleo. I primi scavi dell'area vennero condotti dall'archeologo Paolo Orsi che riportò alla luce le fondamenta del tempio, e di fianco altri oggetti antichi, tra cui antefisse in terracotta, monete d'argento e parti della statua in marmo bianco.

  • Barchetta Nuragica

    Barchetta NuragicaCostituito dall'insieme di oggetti votivi e doni sacri portati dai pellegrini al celebre Santuario di Hera Lacinia, il Tesoro di Hera proviene in gran parte dagli scavi condotti sul Parco Archeologico di Capo Colonna.

    Tra i reperti più interessanti del Tesoro spiccano il famoso Diadema Aureo, e la misteriosa Barchetta Nuragica del VII secolo a.C. La barchetta in bronzo è in chiaro stile nuragico, viene esposta nella sala del Museo Archeologico Nazionale di Crotone. Custodita insieme ai più raffinati reperti che costituiscono il ricco Tesoro di Hera Lacinia.

  • Bronzi di Riace

    Bronzi di RiaceInsieme all'Auriga di Delfi e al Cronide di Capo Artemisio, oggi conservati presso il Museo Archeologico di Atene, i celeberrimi Bronzi di Riace vengono a ragione considerati la massima espressione della scultura bronzea dell'antico occidente ellenico.

    Le statue, esposte presso la sezione di archeologia subacquea del Museo Archeologico di Reggio Calabria, sono ancora oggetto di profondi studi e accese discussioni. Si dibatte ancora per definirne con moderata certezza il contesto di provenienza, nochè la peternità, da qualcuno attribuita ad una famosa scuola artistica come quella di Fidia, più che ad un unico maestro scultore.

  • Coppa di Bronzo Fenicia

    Coppa Fenicia in BronzoDurante gli scavi del sito archeologico di Francavilla Marittima, nella necropoli in contrada Macchiabate, sono stati rinvenuti interessanti corredi funerari di tipo indigeno e precoloniale, contenenti statuette fittili e bronzetti oltre ad oggetti di uso quotidiano.

    Si presume che tali oggetti potrebbero avere un valore votivo. Tra questi spiccano i resti di una coppa in bronzo di evidente produzione siro-fenicia del VIII secolo a.C. ora esposta presso il Museo Archeologico della Sibaritide. La Coppa Fenicia è decorata a sbalzo in cinque zone concentriche all’interno, separate da una linea di minuti cerchietti incisi, una catena floreale sul labbro, un tappeto di rosette o stelle nel mezzo, circoscritto da un ornato, forse palmette fenicie o assire.

  • Diadema di Hera Lacinia

    Diadema di HeraChiamato dai greci Heraion Lakinion, il promontorio di Capo Colonna custodisce, nell'area attrezzata a Parco Archeologico, oggetti antichi di inestimabile valore storico e artistico.

    Negli ultimi due decenni di scavi archeologici sono stati rinvenuti dei veri e propri gioielli di eccezionale manifattura e di grande rilevanza storica, tutti databili tra il VI ed il IV secolo a.C. Questo ricco patrimonio comprende capolavori artistici come la sfinge alata, la gorgone, la sirena, la Barchetta Nuragica ed il più famoso Diadema Aureo.

  • Dioscuri di Marasà

    Dioscuri di MarasàIl gruppo marmoreo dei Disocuri, costituito da due sculture in marmo dei Dioscuri Castore e Polluce, figli di Zeus, più una terza rinvenuta molto prima e che potrebbe simboleggiere la Vittoria, sono tra i primi rinvenimenti della Magna Grecia in Calabria.

    Le statuette vennero infatti rinvenute dal Sovrintendente Paolo Orsi durante la campagna di scavi del 1890-91 nell'area archeologica dell'antica Locri Epizefiri. Il gruppo marmoreo dei Dioscuri costituiva la decorazione scultorea della fronte occidentale del tempio dorico del Santuario di Contrada Marasà, dedicato probabilmente a Zeus, da qui il nome di Dioscuri di Marasà.

  • Domus di Copia

    Domus di CopiaIn località Parco del Cavallo, all'interno del Parco Archeologico di Sibari, è emersa una grande domus romana del I secolo a.C. ubicata a ridosso del teatro romano ed affacciata sulla grande plateia nord-sud.

    La domus, certamente appartenuta ad una famiglia aristocratica della colonia romana, è dotata in vari ambienti di una ricca pavimentazione a mosaico. Una grande sala di ricevimento per gli ospiti, il tablinum, con pavimento in crustae marmoree, lascia immaginare che la grande abitazione potesse appartenere ad un magistrato di Copia dedotta a colonia romana nel 194 a.C. sulle ceneri dell'ateniese Thourioi.

  • Grotta del Romito

    Sito della Grotta del RomitoSito archeologico di assoluto rilievo, risalente al Paleolitico superiore, la Grotta del Romito contiene evidenti e abbondanti tracce di frequentazione umana, nonché tra le maggiori testimonianze dell'arte preistorica in Italia, tra le più antiche d'Europa.

    Il sito si trova in località Nuppolara in agro del Comune di Papasidero, a 296 metri di quota tra gli anfratti della scoscesa Valle del Lao. L'area archeologica ricade nella superficie del grande Parco Nazionale del Pollino, venne individuata nel 1961 regalando preziose informazioni circa la vita preistorica dell'homo sapiens. All'interno della Grotta del Romito, scavata nella roccia calcarea per 20 metri di profondità, è stato rinvenuto nel 1961 un graffito raffigurante due bovidi (Bos primigenius) che gli esperti di paleontologia fanno risalire al Paleolitico superiore, circa 16 mila anni fa.

  • Kouros di Rhegion

    Kouros di RhegionGiovane uomo tra i 18 e 20 anni nel pieno della sua bellezza fisica e spirituale, con volto animato da labbra che sembrano atteggiare una sorta di sorriso arcaico, una capigliatura folta con raffinata acconciatura composta da quattro file di riccioli intorno alla fronte.

    E poi ancora lunghi boccoli verticali e trecce annodate sulla nuca. Si presenta così la statua del Kouros, risalente alla fine del VI secolo a.C. ed esposta oggi nel Museo Archeologico di Reggio Calabria. Il Kouros, che è in marmo bianco proveniente dall’Isola di Paros nelle Cicladi, è stato realizzato con grande maestria ed é molto semplice nelle sue forme.

  • Mura di Hipponion

    Mura di HipponionLa cinta muraria dell'antica colonia di Hipponion fu indagata nel suo tratto Nord-Est tra il 1916 e il 1922. 

    Sullo scorcio del secolo scorso l'analisi delle foto aeree e alcune verifiche del terreno hanno permesso di approfondire la conoscenza sulla tecnica costruttiva e di accertare la successione di diverse fasi edilizie. Le mura greche di Hipponion erano dotate di varchi, piccole porte e porte monumentali, nelle quali sfociavano i più significativi assi viari di comunicazione fra il settore urbano e le aree extraurbane. 

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