Temesa

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TemesaLa localizzazione dell'antica città di Temesa non è stata ancora definita in maniera certa ed univoca, gli studiosi sono incerti sopratutto a causa dei recenti rinvenimenti che metterebbero in discussione le deduzioni sin qui ottenute.

Gli ultimi scavi archeologici del biennio 2005-2007 hanno rinvenuto in località Campora San Giovanni, frazione del comune di Amantea, i resti di due necropoli e di un antico heraion, cioè un luogo di culto, che farebbe propendere per una definitiva localizzazione. Mentre perde valore la prima ipotesi che voleva la città di Temesa situata in una località del comune di Nocera Terinese posta alla confluenza dei fiumi Savuto e Grande.

L'antica Temesa è ricordata nell'Odissea da Omero, che la cita per le sue ricche miniere di rame, e conosciuta per il ritrovamento di monete in argento incuso con legenda TE o TEM. Le uniche miniere di rame presenti in Calabria si trovano fra Catanzaro e la costa ionica, e questo non facilità l'identificazione della città.

Lo storico Strabone ritiene che l'antica Temesa sia stata fondata dagli Ausoni, popolazione italica precedente ai greci, e che da queste parti si troverebbe un santuario dedicato a Polites, compagno di Ulisse. Pandosia invece racconta della legenda del mostro di Temesa, sconfitto in duello dall'atleta pluriolimpionico Eutimo di Locri Epizefiri.

Secondo lo storico greco, Polites, compagno di Ulisse, ubriaco violentò una giovane fanciulla del luogo e per questo venne lapidato dagli Ausoni. L'anima di Polites si tramutò in mostro maledicendo il popolo di Temesa. A quel punto la Pizia dell'oracolo di Delfi ordinò di placare il mostro erigendo un santuario in onore di Polites e di consacrargli ogni anno una tra le più belle vergini di Temesa.

Il sanguinoso tributo venne annullato allorquando il pugile Eutimo di Locri Epizefiri, innamoratosi della fanciulla che sarebbe andata offerta al mostro, decise di sfidare quest'ultimo in duello, e dopo averlo battuto e sprofondato nel mare, liberò la città tra la gioia e le feste della gente.

Nel VI secolo a.C. Temesa era sotto il controllo di Sybaris, dopo la distruzione di questa ad opera dei crotoniati, la città passò sotto il controllo della potente Kroton. A questo periodo si riferisce tutta la monetazione a doppia legenda fin qui trovata, che riporta il Tripode Delfico con la scritta KPO sul fronte, e l'elmo corinzio con legenda TEM sul retro. Nel IV e III secolo a.C. Temesa sopravvive nella nuova organizzazione politica brettia con il nome di Noukria.

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