Museo Archeologico Nazionale di Crotone

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Museo Nazionale di CrotoneOspitato sin dal 1969 in una palazzina di Via Risorgimento, nel centro storico della città di Crotone, il Museo Archeologico Nazionale è tra i più ricchi e fortunati della Calabria per l'abbondanza dei materiali esposti e per l'intrinseco valore storico ed artistico degli stessi.

Ubicato a pochi passi dal Castello di Carlo V, il Museo Nazionale di Crotone ospita gran parte dei ritrovamenti archeologici dell'area crotonese, è organizzato in due piani complessivi, con giardino espositivo all'ingresso. Tra i reperti più importanti trovano posto i rinvenimenti dell'area di scavo dell'antica Kroton, e del mitologico Heraion Lakinion, sul promontorio di Capo Colonna, dove insiste il Parco Archeologico omonimo.

Parco Archeologico di Sibari

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Parco archeologico di SibariIl Parco Archeologico di Sibari si estende per 168 ettari e si trova al km 25 della strada statale 106 Ionica che l'attraversa tutto in direzione nord-sud.

L'area archeologica si trova sulla riva sinistra del fiume Crati, sotto il livello della faglia acquifera creando grossi problemi dovuti alle infiltrazioni d'acqua che vengono trattate con un complesso sistema a pompe capace di drenare l'acqua ristagna. L'area del Parco Archeologico è interessata dalla sovrapposizione delle tre città susseguitesi: la Sybaris arcaica, Thourioi ricostruita dagli ateniesi nel V secolo a.C. e la romana Copia.

Torre Vecchia di Capo Rizzuto

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Torre VecchiaA picco sul mare dell'Area Marina Protetta sul promontorio di Capo Rizzuto sorge una delle tante torri di avvistamento del Marchesato di Crotone. La Torre Vecchia si presenta a pianta cilindrica, con massiccia cordonatura a conci lapidei.

La sua costruzione si deve agli svevi che la edificarono nel XIII secolo a difesa dei territori conquistati. La torre era custodita da un caporale e da un milite, che avevano il compito di vigilare giorno e notte e segnalare la presenza di navi sospette. Le segnalazioni avvenivano in genere con particolari segnali codificati: fumo durante il giorno e falò la notte, che potevano contenere informazioni ben precise sul tipo di avvistamento effettuato.

Grotta del Romito

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Sito della Grotta del RomitoSito archeologico di assoluto rilievo, risalente al Paleolitico superiore, la Grotta del Romito contiene evidenti e abbondanti tracce di frequentazione umana, nonché tra le maggiori testimonianze dell'arte preistorica in Italia, tra le più antiche d'Europa.

Il sito si trova in località Nuppolara in agro del Comune di Papasidero, a 296 metri di quota tra gli anfratti della scoscesa Valle del Lao. L'area archeologica ricade nella superficie del grande Parco Nazionale del Pollino, venne individuata nel 1961 regalando preziose informazioni circa la vita preistorica dell'homo sapiens. All'interno della Grotta del Romito, scavata nella roccia calcarea per 20 metri di profondità, è stato rinvenuto nel 1961 un graffito raffigurante due bovidi (Bos primigenius) che gli esperti di paleontologia fanno risalire al Paleolitico superiore, circa 16 mila anni fa.

Tempio di Afrodite

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Tempio di AfroditeConsiderato il santuario urbano più importante dell'antica colonia locrese di Locri Epizefiri, il Santuario di Afrodite, sorge in contrada Marasà, nell'area del Parco Archeologico di Locri Epizefiri.

Il santuario, che solo di recente è stato attribuito alla dea Afrodite, considerata la maggiore divinità dell'area locrese, presenta l'impianto originario di epoca arcaica, risalente al VII secolo a.C. di cui sono ben visibili i resti in arenaria. Accanto a questi sono ben visibili i resti archeologici del secondo impianto di ordine ionico, che risale al IV secolo a.C. e presenta evidenze in calcarite grigiastra, tra le quali la base spezzata di una colonna ionica poggiata al basamento del tempio.

Castello di Vibo Valentia

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Castello di Vibo ValentiaSi staglia maestoso sulla collina dove era situata l'acropoli dell'antica Hipponion e domina, con la sua forma di nave, la città di Vibo Valentia e la bassa valle del Mesima.

Edificato tra il 1070 ed il 1074 d.C. per volere di Ruggero il Normanno, che in questi lidi aveva condotto e accampato il suo esercito, il maniero era probabilmente una semplice fortificazione, costituita da una sola torre triangolare al centro di altre tre torri circolari. Nonostante i forti rimaneggiamenti ricevuti, il castello di Vibo Valentia conserva l'impianto normanno.

Certosa di Serra San Bruno

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Certosa di Serra San BrunoLa costruzione dell'eremo di Santa Maria e del famoso complesso monastico della Certosa di Serra San Bruno cominciò nell'anno 1050, quando il monaco Brunone da Colonia, giunse tra i misteriosi boschi delle Serre calabresi.

Brunone ottenne dal re Ruggiero il Normanno la concessione di un grande bosco di quercie e castagni dove il monaco avrebbe iniziato l'ordine dei certosini. Alla morte del monaco Brunone, il convento della Certosa passò all'ordine dei cistercensi. Solo nel 1514 il Papa Leone X richiamò i frati certosini, affidando loro il culto di San Bruno.

Battistero di Santa Severina

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Battistero di Santa SeverinaTra le massime testimonianze del periodo bizantino della Calabria, addossato alla chiesa Cattedrale di Santa Severina, antistante il bellissimo castello normanno detto di Roberto il Guiscardo, si trova il piccolo battistero bizantino del X secolo d.C.

L'archeologo Paolo Orsi per primo nel 1911 ebbe il merito di rilevarne l'importanza e la singolarità, additandolo agli studiosi dell'arte come uno dei monumenti bizantini più importanti della Calabria. Insieme al magnifico tempietto della Cattolica di Stilo, il Battistero di Santa Severina è il migliore esempio dello stile bizantino anteriore all'anno Mille rinvenibile in Calabria.

Sito Archeologico di Vibo Valentia

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Area archeologica di Vibo ValentiaA quattro cholometri dalla costa tirrenica, sopra una piccola altura, coperti dal moderno abitato di Vibo Valentia, si trovano i risti dell'antico centro indigeno di Veipo, della prima colonia locrese di Hipponion e della successiva città romana di Vibonia.

La posizione sopraelevata, su di un fertile altopiano della penisola di Tropea, apparve particolarmente funzionale allo sviluppo di un'area urbana ben protetta sulle alture ma a ridosso della costa e del mare. Mentre sono scarsi i resti ed i rinvenimenti relativi al centro indigeno di Veipo, ben più apprezzabili sono invece le mura della colonia greca di Hipponion, indagate da Paolo Orsi nel 1916.

Torre di Capo Nao

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Torre di Capo NaoUbicata sull'antico promontorio di Capo Colonna, 12 km più a sud della città di Crotone, la torre di guardia di Capo Nao, meglio conosciuta come Torre Nao, è una struttura difensiva a pianta quadrangolare edificata dagli spagnoli nel XVI secolo.

Lo scopo i rafforzare il sistema difensivo litoraneo, per arginare le frequenti scorrerie delle navi turche. Solo nel tratto costiero del Marchesato di Crotone gli spagnoli costruirono non meno di dodici torri di guardia, tra le quali appunto la Torre Nao e la dirimpettaia Torre Scifo entrambe a pianta quadrata e site sull'antico promontorio Lacinio, oggi noto col nome di Capo Colonna.

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