Zona Protezione Speciale Foce del Neto

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Tra le zone umide più importanti della Calabria, nonché sito naturalistico d'interesse Comunitario, la Zona di Protezione Speciale Foce del Neto si trova in prossimità dell'estuario del fiume omonimo.

Il Neto è il secondo fiume della Calabria per lunghezza complessiva e portata d'acqua, nasce sugli alti monti della Sila a circa 1700 metri di quota. Dopo un lungo e travagliato percorso lungo 80 km si tuffa nei bassi e sabbiosi fondali del mar Ionio a metà strada tra i comuni di Crotone e Strongoli Marina. La foce del fiume Neto, è uno degli ultimi ambienti umidi della costa ionica della Calabria, nonchè uno degli ambienti più interessanti dal punto di vista ecologico e naturalistico dell'intera regione. 

Il regime fortemente torrenziale delle sue acque che presenta frequenti e devastanti esondazioni nei mesi invernali, ha contribuito a mantenere una scarsa antropizzazione della sua foce, mantenendo così gli ambienti naturali integri e molto interessanti dal punto di vista ecologico. Infatti tutta la foce del fiume Neto è caratterizzata da tipici elementi ripari, litoranei e palustri dove trovano riparo diverse specie di uccelli migratori.

Così dal 1950 in poi la foce del Neto è divenuta prima Oasi di protezione della fauna, successivamente Sito d'interesse Comunitario (SIC) e poi Zona di protezione Speciale (ZPS) sempre per proteggere e mantenere la fauna che ivi trova riparo nel periodo delle migrazioni. L'area circostante il greto del fiume è adibita per lo sfruttamento agricolo. Pesanti disboscamenti si sono avuti intorno agli anni '50 per favorire la bonifica del terreno e la coltivazione dello stesso. Oggi le uniche zone interessanti dal punto di vista naturalistico sono appunto quelle a ridosso della foce del fiume. 

Tra le specie di uccelli nidificanti alla Foce del Neto vi è il Gruccione Merops apiaster, tra i più variopinti rappresentanti dell'avifauna italiana. Visibile in periodo primaverile ed estivo, questa specie nidifica nell'area scavando lunghi cunicoli sotterranei nel terreno argilloso e sabbioso, all'estremità dei quali depone dalle 5 alle 7 uova. Alla foce del Neto si può osservare da aprile a settembre e, in questo periodo, è visibile ai margini delle radure aride posato su cavi elettrici, alla sommità di alberi e arbusti e soprattutto in volo a caccia di insetti (imenotteri in modo particolare).

Tra le specie di rettili tutelate dalla Direttiva comunitaria "Habitat", visibili alla Foce del Neto a patire dai primi giorni di marzo, vi è la Testuggine d'acqua Emys orbicularis. Nell'area frequenta soprattutto lo stagno permanente in loc. Misola e le foci dei torrenti Vergaro e Talesi.

Ma la Zps Foce del Neto è l'habitat ideale per diverse specie di uccelli. In particolare negli ultimi 15 anni è stata registrata la presenza di 188 specie di uccelli rappresentanti più del 65% del patrimonio avifaunistico della Calabria. Tra le specie di uccelli nidificanti alla Foce del Neto vi è il Gruccione Merops apiaster, tra i più variopinti rappresentanti dell'avifauna italiana. Visibile in periodo primaverile ed estivo, questa specie nidifica nell'area scavando lunghi cunicoli sotterranei nel terreno argilloso e sabbioso, all'estremità dei quali depone dalle 5 alle 7 uova.

La Zona di Protezione Speciale è frequentata da numerosi Gru Grus grus, una delle specie identificate dall'Unione Europea fra quelle da proteggere in modo rigoroso. Popolano l'area anche specie rare di rettili ed anfibi.

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