Serra San Bruno

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Serra San BrunoAttraversato dal corso dei fiumi Ancinale e Garusi il paese di Serra San Bruno è adagiato dolcemente tra i monti della Catena delle Serre in un lembo di foresta incontaminata e circondata da un fitto intrico di conifere, tra cui primeggiano gli abeti bianchi, misti a castagni secolari.

Serra San Bruno è ubicata in un luogo ad alto valore storico e religioso, tra i più mistici riscontrabili in Calabria, e forse nell'intero Mezzogiorno d'Italia, sede della prima Certosa in Italia e della seconda d'Europa. 

Serra San Bruno deve infatti la sua origine alla venuta del monaco Brunone di Colonia, che nel 1050 ricevette in dono dal re normanno Ruggero d'Altavilla le terre ed i boschi serresi alfine di edificare l'eremo di Santa Maria ed il convento di Santo Stefano, che divenuto il primo dell'ordine dei Certosini prese il nome di Certosa. Da allora l'abitato si sviluppò a ridosso e a supporto del centro monastico accogliendo pellegrini e asceti in cerca di solitudine.

La Serra San Bruno di oggi è un paese formato da un centro storico chiamato Terravecchia, in gran parte distrutto dal terremoto del 1783, e dal quartiere nuovo chiamato Spinetto, edificato dopo il disastroso evento sismico. Il paese venne ricostruito con l'ausilio di molti artigiani locali del legno e del marmo, che sfruttando le risorse del luogo abbellirono i nuovi edifici e le molte chiese di Serra San Bruno.

Dell'antica Certosa rimangono possenti ruderi della cinquecentesca cinta muraria a pianta quadrilatera con torrioni cilindrici, parte del chiostro seicentesco, il vecchio cimitero dei Certosini con al centro una fontana e l'imponente facciata rinascimentale. Tra le chiese più interessanti di Serra San Bruno si distinguono le due progettate dall'architetto serrese Biagio Scaramuzzino.

La chiesa di San Biagio, con una bella facciata in granito locale, conserva ancora nella navata centrale quattro bellissime statue provenienti dall'antica Certosa, che raffigurano rispettivamente i santi San Bruno, la Madonna col Bambino, Santo Stefano e San Giovanni il Battista. L'altra chiesa progettata da Biagio Scaramuzzino è la chiesa di Maria Santissima dei Sette Dolori, edificata nel 1721 rappresenta uno dei massimi esempi dell'architettura tardo-barocca riscontrabili in Calabria.

La ricchezza di Serra San Bruno sta anche nell'ambiente circostante, rimasto integro nei secoli e isolato dalle grandi vie di comunicazione, dotato di una natura rigogliosa tipica della catena montuosa delle Serre. Gli abeti bianchi dominano il paesaggio d'intorno insieme al faggio che alligna sopra i 900 metri di quota, il castagno è molto diffuso, raro invece il pioppo. Il sottobosco è ricco di una enorme varietà di piante officinali che dividono il campo con le diverse specie fungine presenti in vari periodi dell'anno.

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