• Badolato

    BadolatoTra i borghi medievali più suggestivi della Calabria, posto a 240 metri di altitudine sorge Badolato, sopra una rocca scoscesa dove il mare cristallino della costa ionica incontra i primi irti boschi delle Serre.

    Il borgo ha saputo mantenere l'aspetto medievale conservando un'atmosfera antica e capace di offrire meravigliose vedute lungo l'intera valle del torrente Vodà che si dipana dolcemente fino a raggiungere il mare poco distante. Il borgo è tra i più noti e caratteristici della Calabria. Le origini di Badolato si devono al principe normanno Roberto il Guiscardo (1080) il quale fece erigere in questi luoghi un castello fortificato.

  • Basilica di Bivongi

    Basilica di BivongiAi piedi del monte Consolino, tra le opposte valli dei torrenti Assi e Stilaro, si trova la basilica greco-normanna consacrata a San Giovanni Theristis il Mietitore.

    La basilica è ciò che resta dell'antico cenobio fondato dai monaci greci del monte Athos, che proprio nei pressi di Bivongi edificarono l'unico cenobio italiano. La basilica di San Giovanni Theristis è stata ceduta nel 1995 dal comune di Bivongi all'Arcidiocesi Ortodossa d'Italia per un periodo di 99 anni. E' tra le poche chiese della Calabria a conservare ancora il rito ortodosso.

  • Bivongi

    BivongiIl piccolo borgo di Bivongi sorge a 270 metri d'altezza ai piedi del monte Consolino, sul versante orientale della catena montuosa delle Serre calabresi.

    Bivongi sorge nella valle del torrente Stilaro, denominata anche Valle Bizantina perchè tutti i paesi che si affacciano su essa, Bivongi appunto, Monasterace e Stilo, conservano forme architettoniche di chiara derivazione bizantina. Il borgo di Bivongi è anche nota per la produzione dell'omonimo vino, tra i migliori vini Doc della Calabria. 

  • Castello di Stilo

    Castello di StiloI normanni giunsero e conquistarono il borgo di Stilo nel 1072 d.C. Per la sua posizione strategica a dominio dell'intera valle del torrente Stilaro, il borgo fu eletto a Regio Demanio e fortificato con la costruzione di un castello difensivo.

    La posizione di Regio Demanio, vale a dire città sotto il diretto controllo del re, venne mantenuta anche dagli svevi, dagli angioini e dagli aragonesi. Il castello di Stilo quindi venne tenuto in manutenzione dai vari sovrani succedutisi, senza modifiche sostanziali. L'impianto di origine normanna infatti non fu mai alterato, e ancora oggi si coglie benissimo nell'architettura delle torri di avvistamento, anche se il maniero è purtroppo ridotto allo stato di rudere.

  • Catena delle Serre

    Catena delle SerreCon il nome di Catena delle Serre, si identificano due lunghe ed opposte catene montuose che corrono parallele in direzione nord-sud, una occidentale di 53 km di lunghezza che parte dalla Soglia di Cortale per raggiungere il monte Sella della Limina.

    L'altra orientale di circa 37 km si estende dal Monte San Biagio fino alla Serra de Bonis. Le due catene dalla caratteristica forma a dente di sega, sono divise in parte dalle alte valli dei fiumi Ancinale e Allaro e da una seria di ampie conche. A parte il singolare gruppo montuoso del Monte Mammicomito, formato da imponenti masse calcareo-dolomitiche, la natura geologica delle Serre è essenzialmente cristallina, con presenza diffusa di graniti, porfidi e dioriti ben evidenti sul tutto il complesso montuoso.

  • Cattolica di Stilo

    Cattolica di StiloTra le chiese più piccole ma spettacolari della Calabria, il cenobio bizantino della Cattolica di Stilo rappresenta il massimo esempio di architettura sacra bizantina in tutta la regione, tra i migliori in Italia.

    Il recupero del gioiello architettonico si deve a Paolo Orsi, sovrintendente per le Antichità della Calabria, che lo individuò nel 1911 e lo sottopose ad lungo restauro durato sino al 1927. Agli anni 50 del secolo scorso risale invece il rifacimento dell'attuale copertura in tegole della base del timpano, e delle cinque cupolette del piccolo cenobio bizantino, ordinato dall'allora sovrintendente Gisberto Martelli.

  • Certosa di Serra San Bruno

    Certosa di Serra San BrunoLa costruzione dell'eremo di Santa Maria e del famoso complesso monastico della Certosa di Serra San Bruno cominciò nell'anno 1050, quando il monaco Brunone da Colonia, giunse tra i misteriosi boschi delle Serre calabresi.

    Brunone ottenne dal re Ruggiero il Normanno la concessione di un grande bosco di quercie e castagni dove il monaco avrebbe iniziato l'ordine dei certosini. Alla morte del monaco Brunone, il convento della Certosa passò all'ordine dei cistercensi. Solo nel 1514 il Papa Leone X richiamò i frati certosini, affidando loro il culto di San Bruno.

  • Parco Regionale delle Serre

    Parco Regionale delle SerreIl Parco Regionale delle Serre, istituito con Legge Regionale nel 1990, occupa una superficie di 17.687 ettari lungo la Catena delle Serre.

    Di recente è stata inserita nel perimetro del Parco anche la zona umida del lago Angitola, con ulteriori 875 ettari di superficie, che comunque si trovano in posizione discontinua rispetto l'unità territoriale propria del Parco. Inserita tra le cosiddette Alpi Calabresi, la Catena delle Serre è un complesso montuoso di origine granitica, frapposto tra i monti della Sila a nord, e quelli dell'Aspromonte a sud di essa.

  • Riserva Naturale Cropani-Micone

    Riserva Naturale Cropani-MiconeIstituita con Decreto ministeriale del 13 luglio 1977, la Riserva Naturale Biogenetica di Cropani-Micone ricade nel bacino del torrente Allaro, protegge un fitto bosco per un'area di 235 ettari ad altezze comprese tra i 900 e 1.200 metri di quota, nel Comune di Mongiana, in provincia di Vibo Valentia.

    Caratterizzata dalla flora tipica del gruppo montuoso della Catena delle Serre, la riserva Cropani-Micone si trova contigua alla più estesa Riserva Naturale di Marchesale, stretta tra le due parallele catene delle Serre, e ricade anch'essa nel perimetro del Parco Regionale delle Serre. 

  • Riserva Naturale di Marchesale

    Riserva Naturale di MarchesaleIstituita con Decreto Ministeriale il 13 luglio 1977, la Riserva Naturale Biogenetica Marchesale occupa un'area di 1.257 ettari, a quote comprese tra i 750 e 1.170 metri, lungo le pendici montuose della Catena delle Serre calabresi, interessando l'alto bacino del fiume Mesima.

    La foresta Marchesale degrada dolcemente verso il fondo valle con piccoli corrugamenti in cui si raccolgono le abbondanti acque sorgive riversandosi successivamente nei torrenti Trebboina, Acqua Bianca e Petriano. La Riserva Naturale Biogenetica Marchesale appartiene alla zona fitoclimatica del castagno, che va dai 750 ai 950 metri di altitudine, ed al faggio dai 950 ai 1170 metri.

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