• Butirro del Pollino

    Butirro del PollinoDetto anche burrino o butirrino, il Butirro del Pollino è un formaggio fresco a pasta filata dalla forma di un piccolo caciocavallo che nasconde al suo interno un morbido burro.

    Normalmente lavorato a mano in acqua molto fredda, messo in frigo a solidificare e poi inserito nell'involucro di pasta filata che viene stretto al collo e sigillato immergendolo in acqua calda. Il butirro è un formaggio prodotto in varie zone della Calabria tra le province di Cosenza, Crotone e Catanzaro, ma la zona di produzione più famosa è certamente quella compresa tra i comuni di Frascineto, Morano Calabro, Civita, Castrovillari e Cassano allo Ionio, a ridosso delle pendici meridionali del gruppo montuoso del Pollino.

  • Civita

    CivitaPorta d'accesso privilegiata al meraviglioso Parco Nazionale del Pollino, il piccolo borgo di Civita sorge a 450 metri di altitudine lungo la destra orografica del torrente Raganello, alle falde meridionale del massiccio montuoso.

    La storia di Civita s'intreccia con le vicende di un gruppo di esuli albanesi, guidati dall'eroe nazionale Skanderberg, al quale Ferrante d'Aragona concesse nel 1467 in feudo una vecchia contrada distrutta dai saraceni qualche secolo prima. La contrada venne quindi ripopolata dagli esuli albanesi che le diedero il nome di Civita, usato per indicari i vecchi centri distrutti e riedificati.

  • Massiccio del Pollino

    Massiccio del PollinoEstrema propaggine meridionale della dorsale appenninica, il vasto Massiccio del Pollino rappresenta uno dei sistemi montuosi più vasti d'Italia.

    Da un punto di vista geologico queste montagne sono formate da calcari di varia epoca con frequenti fenomeni carsici che danno origine a profonde grotte e inghiottitoi, tra i quali si segnalano le grotte di Serra del Gufo ed il famoso Abisso di Bifurto, ubicato nel territorio di Cerchiara e profondo circa 683 metri. Sui versanti settentrionale e orientale predomina invece il flish eocenico, un complesso instabile di marne, argille e arenarie.

  • Morano Calabro

    Morano CalabroBorgo medievale tra i più belli e suggestivi in assoluto della Calabria, il paese di Morano Calabro si abbarbica a 700 metri di quota sopra un irto colle affacciato sulla valle del fiume Coscile, che divide il Massiccio del Pollino dai contigui monti del Pellegrino.

    Nominato nel 2003 tra i "Borghi più belli d'Italia", nonchè Bandiera Arancione del Touring Club Italiano, Morano Calabro è stato inserito nella prestigiosa lista della Commissione Europea che censisce le destinazioni più suggestive d'Europa. Le fonti storiche riguardanti il borgo di Morano sono invece scarse e non chiariscono le vicende relative alla sua fondazione, che comunque viene datata al II secolo a.C. ad opera dei romani.

  • Mormanno

    MormannoSalubre località di montagna, posta a 840 metri di altitudine tra le opposte dorsali dei monti Costa e Vernita, a cavallo tra il massiccio del Pollino e quello del Pellegrino, il Comune di Mormanno ricade nel territorio del grande Parco Nazionale del Pollino.

    Alcuni ritrovamenti di ceramica fittile di origine magnogreca, lasciano intendere che forse il luogo era frequentato se non abitato sin dall'antichità. Le origini del borgo risalgono al periodo longobardo, quando Mormanno divenne zona di confine tra i territori del Ducato di Benevento, a nord, e quelli bizantini, posti a sud di esso.

  • Parco Nazionale del Pollino

    Parco Nazionale del PollinoIstituito con Decreto Ministeriale nel 1990 e successivamente perimetrato, il Parco Nazionale del Pollino è la più grande area protetta d'Italia con oltre 192.000 ettari di superficie che si estendono tra due massicci montuosi contigui, quello del Pollino e, per una parte residua, quello del Pellegrino.

    I luoghi naturali, coperti da fitte faggete alterne a vaste praterie d'alta quota, sono fatti di rocce dolomitiche e accumuli morenci punteggiati di timpe e di grotte preistoriche. Il territorio del Parco Nazionale del Pollino si estende tra la Calabria e la Basilicata, vasto e in gran parte integro, custodisce endemismi rari ed eccezionali, come il capriolo e l'aquila reale, ma sopratutto il raro pino loricato, imponente relitto dell'ultima glaciazione, che è divenuto il simbolo stesso del Parco.

  • Pecorino del Pollino

    Pecorino del PollinoTradizionale formaggio stagionato a latte di pecora, il Pecorino del Pollino è meno noto degli altri pecorini Dop calabresi, ma non per questo meno buono.

    Il Pecorino del Pollino rientra nell'elenco stilato dal Ministero per le Politiche Agricole dei prodotti PAT calabresi, prdotti agro-alimentari tipici della regione Calabria. L'area di produzione si estende ai paesi rientranti nel grande Parco Nazionale del Pollino. Il latte viene scaldato fino alla temperatura di 38/39°C. A questa temperatura viene aggiunto il caglio di agnello o di capretto in pasta. Dopo circa 30-40 minuti la cagliata è pronta per la rottura in piccoli grani.

  • Riserva Naturale Gole del Raganello

    Riserva Naturale Gole del RaganelloTra le zone più aspre e per questo affascinanti del Massiccio del Pollino, le gole del torrente Raganello meritavano certamente una protezione ad hoc.

    La Riserva Naturale Biogenetica Gole del Raganello, istituita nel 1987 e ricadente nel perimetro del Parco Nazionale del Pollino come Zona di Protezione Speciale per la conservazione di habitat essenziale per alcune specie di uccelli selvatici, copre un'area di 1.600 ettari lungo il versante sud orientale del Massicico del Pollino. La Riserva copre un dislivello che parte dai 700 metri di quota ed arriva sino ai 1.450 metri, a ridosso del confine con la Basilicata.

  • Vino Pollino

    Vino PollinoTra i primi vini calabresi ad ottenere il riconoscimento Doc dall'Unione Europea, il Pollino si produce nei territori dei comuni di Civita, Frascineto, Castrovillari, Saracena e Cassano allo Ionio tutti nella provincia di Cosenza.

    I vitigni utilizzati per produrre questo ottimo vino Doc crescono dunque alle falde meridionali del Massiccio del Pollino, su terreni argillosi e calcarei che permettono una maggiore densità delle coltivazioni in virtù di un'alta permeabilità. Il clima risente in via principale di forti escursioni termiche, ma offre comunque un elevato apporto d'acqua ai vitigni che risultano quindi poco corposi.

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