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Inaugurato a Rosarno il nuovo Museo archeologico di Medma

Aperto a Rosarno il nuovo museo archeologico destinato ad ospitare i reperti dell'antica colonia di Medma

L'offerta museale in Calabria si arricchisce di un nuovo spazio destinato ad ospitare i tanti reperti rinvenuti nella Piana di Gioia Tauro, il museo di Medma. E' stato inaugurato lo scorso 6 aprile, alla presenza delle autorità locali e del noto archeologo Salvatore Settis, professore emerito della scuola 'Normale' superiore di Pisa e presidente del Consiglio Scientifico del Museo del Louvre di Parigi. Il nuovo Museo archeologico di Medma ospiterà i reperti più importanti dell'antica Medma, la città magno-greca del V-IV secolo a.C. sulle cui fondamenta poggia l'attuale città di Rosarno.

Un'area ricca di storia e di ritrovamenti archeologici, molti dei quali oggi conservati presso il Museo Nazionale di Reggio Calabria, qualcuno al British Museum di Londra. Un'area quella di Gioia Tauro studiata e scavata quasi cento anni fa dal noto archeologo Paolo Orsi. Medma era una colonia fondata dai locresi di Locri Epizefiri nel VI secolo a.C. L'abbondante messe di materiale archeologico rinvenuto nel sottosuolo rosarnese è compreso in un arco di tempo che va dal VI al IV secolo a.C e consente di ricostruire il complesso delle attività artistiche e religiose della piccola polis.

Tanto il materiale fittile, quanto le numerose fornaci per la cottura dell'argilla, rinvenuti nell'area urbana dell'antica Medma, stanno a significare l'esistenza di una fiorente industria fittile, che serviva a soddisfare la domanda interna ed anche alla preparazione di quei manufatti utili agli scambi commerciali con l'esterno. Famosa doveva essere in tutta la Magna Grecia la scuola artigiana medmea che rifornì il territorio circostante e non solo di vasi e manufatti in terra cotta dal sempre più apprezzato valore stilistico.

L'apertura del nuovo Museo archeologico di Medma di Rosarno consentirà di riportare in loco gran parte di questi preziosi reperti archeologici. La speranza è che il museo sia gestito correttamente e possa diventare veicolo di turismo nel territorio della Piana di Gioia Tauro.