Archeologia, il Leone di Africo potrebbe appartenere ad una nave romana

Leone di Africo«La testa di leone in bronzo ritrovata nelle acque di Africo potrebbe essere importante. E' simile infatti ai Leoni di Nemi esposti a Palazzo Massimo a Roma». E' quanto riferito ad AdnKronos dal Comandante del Nucleo regionale dei Carabinieri per la tutela del Patrimonio, Raffaele Giovinazzo. «Queste teste - ha proseguito Giovinazzo - sono di solito componenti riconducibili alle imbarcazioni romane. Quindi il ritrovamento del leone potrebbe essere l’indicatore della presenza di un’imbarcazione romana in quella zona.

Occorre stabilire come mai si trovava in quei fondali e capire se è caduto dall’imbarcazione, oppure se è affondata anche quella». Giovinazzo rivela, fra l’altro, che esiste l’eventualità che le attività di ricerca proseguano: «Non escludiamo di fare ulteriori approfondimenti in quel punto, anche perché c’è un gioco di maree da non sottovalutare». Il Comandante ha voluto rimarcare anche che: «Stavolta, chi ha trovato il reperto, lo ha segnalato e consegnato alle autorità. Un fatto in controtendenza in Calabria, che mi lascia sperare bene che questo atteggiamento sia un segnale di crescita culturale per la regione.» Continuano quindi i colpi di scena sul ritrovamento della testa in bronzo raffigurante un leone, fatta domenica scorsa dai sub Leo Morabito e Bruno Bruzzaniti durante un'immersione nei pressi di Capo Zefirio, lungo la riviera ionica della Calabria. Purtroppo però quella che si pensava essere un'armatura in bronzo, si è manifestato invece come il radiatore di un motorino. Dopo le immersioni della Capitaneria di Porto sono seguite quelle dei Carabinieri per la tutela del Patrimonio della Calabria, che hanno dovuto confermare l'errore di valutazione di un terzo sub, Bartolo Priolo, che aveva creduto di vedere l'armatura incastrata tra gli scogli a 500 metri dal ritrovamento del Leone di Africo. Questo però nulla toglie all'importanza della scoperta del Leone di Africo, che apre scenari suggestivi per non dire meravigliosi per l'archeologia in Calabria. Anche se la sovrintendente ai Beni archeologici della Calabria, Simonetta Bonomi, si è mostrata stranamente fredda e poco interessata, preferendo ricordare i soldi inutilmente spesi dallo Stato per recuperare un radiatore, il Leone di Africo potrebbe aprire scenari mai visti prima. E' dal ritrovamento dei Bronzi di Riace che in quel tratto di mare si cerca invano la presenza di una nave. E' da 40 anni che nei fondali della Locride si cercano risposte a tante domande. Forse il Leone di Africo ha tante storie da raccontare. (fonte : crotone24news)

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