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I tanti dominatori che si sono susseguiti in Calabria
nel corso dei secoli hanno tutti provveduto alla difesa dei loro possedimenti erigendo castelli, fortezze, torri di avvistamento e
fortificazioni sia sulla costa che nell'entroterra. I devastanti terremoti, anch'essi susseguitisi nei secoli, hanno purtroppo devastato
molti dei castelli calabresi, ma altrettanti conservano ancora oggi la loro bellezza e rappresentano il Patrimonio Architettonico ed
Artistico della Calabria. Nel sistema dei Beni Culturali
calabresi i castelli e le fortezze occupano un posto di rilievo, non tanto per la qualità degli stessi, quanto per la loro quantità,
per l'importanza storica e per le suggestive vedute che alcuni castelli danno al paesaggio.
Alla caduta dell'Impero Romano d'Occidente la Calabria
divenne terra d'approdo di religiosi e asceti provenienti dall'est. Monaci di rito greco, detti basiliani, si stabilirono nelle grotte
dei monti calabresi per fondare le prime chiese ipogee. I bizantini favorirono l'edificazione dei piccoli cenobi basiliani, che all'arrivo
dei normanni divennero grandi basiliche con rito latino. Come il resto del Patrimonio architettonico della Calabria, anche le chiese e le abbazie hanno dovuto subire gravi danni dai furiosi terremoti,
pur conservando un posto di rilievo nell'ambito del sistema dei Beni Culturali. Il Patrimonio Architettonico calabrese annovera piccoli
cenobi, sontuose cattedrali, conventi e monasteri di rilievo storico.
Gli scavi archeologici in Calabria, iniziati alla fine
del XIX secolo portarono alla luce grandi quantità di reperti e di opere d'arte per le quali si rese necessario disporre di musei e
antiquarium atti alla loro conservazione. Le ricche donazioni private ai comuni calabresi arricchirono vieppiù il già cospicuo Patrimonio
Artistico ed Archeologico, sicchè la Sovrintendenza per i Beni Culturali della Calabria avviò la costruzione di moderni musei, idonei a preservare ed esporre il materiale recuperato, che fino ad
allora era stato gestito alla buona e meglio dalle amministrazioni locali. Oggi la Calabria vanta 5 grandi musei nazionali, una dozzina di musei statali, tanti musei civici ricavati nei castelli messi
a nuovo.
Scavi archeologici e rinvenimenti fortuiti sulla terra e nelle acque della Calabria, hanno portato alla luce un vasto Patrimonio Artistico ed Archeologico, che ricopre diversi millenni della
storia umana a partire dal Paleolitico superiore. Asce e reperti litici, vasi anfore e materiale fittile, oggetti votivi e sepolture,
armature in bronzo e ferro, mura di cinta, basamenti e capitelli. Nel sistema dei Beni Culturali della Calabria, il Patrimonio Archeologico vanta una posizione privilegiata, non tanto per la quantità
e frequenza dei rinvenimenti, disposti nei musei attrezzati della regione, quanto per l'assoluta qualità e rilevanza storica degli stessi
rinvenimenti, alcuni di portata internazionale come i celeberrimi Bronzi di Riace.
Come attestano gli ultimi rinvenimenti paleolitici nella Valle del Mercure, il territorio calabrese era abitato sin da epoche davvero
remote, e cosparso di piccoli centri abitati poi da Civiltà più complesse. Eppure i siti archeologici aperti sono davvero pochi, rispetto
almeno ai dati storici. Il Patrimonio Archeologico della Calabria,
ricopre nel sistema dei Beni Culturali, una posizione privilegiata, dovuta alla grande rilevanza storica dei siti messi in luce nell'ultimo
secolo. Solo le epoche arcaica e classica hanno lasciato per ora quattro Parchi Archeologici, e non ancora è possibile scavare il più grande
dei siti, quello dell'antica Kroton, che di certo cambierebbe la storia dell'archeologia e del sapere umano.
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