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Castello di Reggio Calabria

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Ubicato nelll'omonima piazza, sopra una lieve collina che nel passato era certo più imponente, il castello aragonese di Reggio Calabria è considerato, insieme ai celeberrimi Bronzi di Riace, ed al ricco Museo Archeologico Nazionale, il simbolo stesso della più grande città della Calabria. Anche se l'impianto attuale è quello tipico delle fortezze difensive aragonesi, il castello di Reggio ha in realtà origini molto più antiche, tracce di una fortificazione preesistente sono state rinvenute in tutta l'area adiacente il castello stesso.
Storicamente si fa risalire la costruzione del castello di Reggio tra il 536 ed il 549 d.C. per opera dei bizantini di Belisario, ma se ne hanno notizie certe solo a partire dal 1027, anno in cui i normanni vi stabilirono la corte. Il castello fu più volte restaurato, rimaneggiato ed ingrandito, per meglio adattarlo alle esigenze dei regnanti. Furono certamente interventi importanti, se è vero che il castello fu di volta in volta conosciuto come normanno, angioino ed infine aragonese. Si hanno infatti notizie di consistenti restauri voluti dal re Roberto d’Angiò, con lavori a più riprese, durati dal 1327 al 1381. Concepito per resistere a catapulte e mangani, il castello di Reggio dovette ricevere, in epoca angioina, un cammino di ronda protetto da basse mura e torri angolari, che lo cingeva alla base. Questo apprestamento difensivo aveva il chiaro scopo di proteggere la base del castello dall'attacco di arieti e dallo scavo di gallerie per mine. Nel 1458 Ferdinando I d'Aragone fece apportare consistenti modifiche con l'aggiunta delle due torri cilindriche, del fossato, del rivellino sul lato orientale e dell'acquedotto. Ulteriori fortificazioni furono eseguite in epoca spagnola tra il 1540 ed il 1553 su preciso incarico del vicerè Don Pedro di Toledo, il cui scopo era quello di arginare le continue devastazioni turche del XVI secolo. Furono i Borbone, ai primi del XIX secolo, ad iniziare la decadenza del castello di Reggio, col riempimento del fossato e le prime demolizioni. Comunque la struttura rimase sostanzialmente inalterata fino alla decisiva trasformazione in caserma del 1869, con il volontario abbattimento del rivellino e l'unificazione del piano interno.
Solo di recente, grazie a lunghi e sapienti lavori di restauro che hanno coinvolto le amministrazioni locali e la Sovrintendenza della Calabria, il castello aragonese di Reggio Calabria è stato riaperto al pubblico nel 2004, divenendo un'importante sede espositiva. Al suo interno è ospitato sin dal 1956 l'Osservatorio dell'Istituto Nazionale di Geofisica.

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