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Edificato nel corso del XIV secolo per volontà della contessa Cobella Ruffo di Sanseverino, il convento domenicano nasce in origine
come abitazione dei conti di Altomonte.
Solo nel secolo successivo i frati domenicani ricevettero in dono la struttura, costruita a strapiombo sulla vallata con evidenti
accorgimenti difensivi. La struttura prese pian piano la forma tipica di un convento, con portici che circondano il cortile centrale,
pilastri quadrati, archi romani e volte a crociera. Il convento venne chiuso al culto e nel 1980 restaurato dal comune di Altomonte, ospitando la biblioteca, la
pinacoteca comunale ed il Museo Civico. Il museo nasce per documentare la storia del borgo di Altomonte, con particolare riferimento ai suoi feudatari mecenati ed
all'ordine religioso dei Domenicani, che qui ebbero la più importante struttura monastica della Calabria. Il Museo Civico è stato realizzato nel pianterreno del convento, e vi si accede
dal chiostro quattrocentesco. Le sale espositive sono state ricavate dalle antiche celle dei frati domenicani, per un totale di 8 sale
espositive. La collezione esposta si compone di una sezione Medievale, e di una seconda sezione Domenicana. Nella sezione medievale
sono esposti notevoli dipinti e opere del Trecento, tra le quali spicca la famosa tavola raffigurante San Ladislao, dipinto da Simone
Martini, considerato con Giotto il maggiore artista del Trecento italiano. L'opera fu probabilemente commissionata da Filippo di
Sangineto durante la campagna militare di Toscana al fianco degli angioini. Sempre dalla collezione dei Sangineto derivano due tavole
con figure di santi di Bernardo Daddi, altro maestro del Trecento che lavorò nella bottega di Giotto, un altarolo con storie della
Passione di Cristo, commissionato dalla contesssa Cobella Ruffo, e due finissime tavolette in alabastro scolpite a bassorilievo da
maestri francesi. Le tavolette in alabastro facevano parte di un ciclo di 10 tavole narranti storie sacre e vite dei santi, lasciate
all chiesa di Santa Maria della
Consolazione da Filippo di Sangineto. Nella sezione Domenicana del ricco Museo Civico di Altomonte, viene esposto il patrimonio pittorico e artigianale dell'ex
Convento dei Domenicani, tra cui spicca una splendida galleria di olii su tela. In questa sezione si trova una bella tavola cinquecentesca,
raffigurante la Madonna col Bambino, attribuita dai più a Pietro Negroni, importante pittore calabrese del XVI secolo. Tra i maggiori
dipinti del Museo Civico di Altomonte spicca
la Madonna delle Pere, dipinto attribuito dai più a Paolo di Ciacio, ma nel quale emergono chiari influssi della scuola di Antonello da
Messina. Quest'olio su tela è tra le maggiori opere d'arte esposte al Museo Civico di Altomonte.
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