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Lago Tarsia

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Più che un lago vero e proprio, quello di Tarsia appare più come una zona umida palustre in cui il livello e la portata delle acque risulta molto variabile in relazione alla piovosità e sopratutto alle esigenze tecniche di tipo morfologico e territoriale. Per risolvere il problema della notevole aridità della piana di Sibari, che invero è una delle maggiori aree agricole della Calabria, si pensò alla realizzazione di un grande bacino idrico dal quale attingere l'acqua per l'irrigazione. Nel 1959 venne creata una diga a sbarramento del fiume Crati nel punto più stretto della sua vallata, in prossimità dell'abitato di Tarsia.
La costruzione dovette affrontare numerosi problemi di ordine idraulico, dovuti in massima parte alla enorme portata solida che il fiume Crati acquisisce in alcuni periodi dell'anno. La diga quindi viene abbassata in primavera, così da formare il lago durante lo scioglimento dei ghiacci della Sila, e poi rialzata in autunno per evitare violente tracimazioni, quando le piogge torrenziali gonfiano il letto del Crati. Come la gran parte dei grandi laghi calabresi, quelli silani in particolare, anche il lago di Tarsia è un bacino idrico artificiale, ma a differenza degli altri, ha una portata d'acqua molto instabile. Questa instabilità di portata e sopratutto i continui detriti solidi provenienti dal fiume Crati, hanno dato origine a strutture biologiche vegetali tipiche delle zone umide palustri, facendo quindi del lago di Tarsia una meta di approdo per diverse specie di uccelli migratori. Nel corso degli anni si è assistito ad un vero e proprio assalto di molte specie di uccelli migratori tra cui la cicogna bianca, ospite frequente del lago di Tarsia.
Per difendere questa importante zona umida, di notevole interesse naturalistico per la presenza di uccelli acquatici migratori, la regione calabria nel 2000 ha istituito la Riserva Naturale del Lago di Tarsia. La Riserva presenta rive e colline a macchia mediterranea incontaminata e scarsamente antropizzata, costituita spontaneamente da leccio, olmo, tamerice, e corbezzolo. La parte valliva della Riserva Naturale offre ospitalità e rifugio a molti uccelli migratori fra cui gli aironi cenerini, le gru, le garzette, i germani, le gallinelle d'acqua, gli svassi. Notevole è la presenza di alcuni rapaci diurni quali il nibbio bruno, nidificante ed il falco di palude. Si accede alla Riserva dai due Centri Visite, nel comune di Tarsia per l'area nord, e di Santa Sofia d'Epiro per l'area sud.

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