evidenze e reperti

Il Patrimonio archeologico della Calabria tra reperti dal grande valore storico e scientifico che trovano dimoranei numerosi musei della regione, alle evidenze archeologiche della Magna Grecia, ora protette nei Parchi e nei siti di interesse.

  • Specchi Locresi

    Specchi LocresiInsieme ai Pinakes, tavolette in terracotta con raffigurazioni a bassorilievo, gli specchi in bronzo di Locri Epizefiri, anch'essi esposti nel Museo Archeologico di Reggio Calabria, sono senza dubbio tra i reperti più interessanti riportati alla luce.

    Questi rinvenimenti rappresentano un uniqum in tutto il mondo magnogreco, inquanto è infatti impressionante e sorprendente la frequenza con la quale questi oggetti, solitamente considerati come semplici utensili da bagno, compaiono nei corredi funerari del periodo compreso tra la metà del VI secolo e la metà del IV secolo a.C.

  • Tabelle Locresi

    Tabelle LocresiNel 1959 durante alcuni lavori condotti da contadini in località Pirettina della città di Locri, si rinvennero fortunosamente alcune tabelle di bronzo con iscrizioni in greco del IV secolo a.C.

    Più tardi la Sovrintendenza per i Beni Archeologici della Calabria avviò una seria campagna di scavi sia in località Pirettina, che nell'area urbana dell'antica Locri Epizefiri, che condusse al ritrovamento di 39 tabelle in bronzo, ora esposte al Museo Archeologico di Reggio Calabria. Le 39 tabelle di bronzo locresi rappresentano l'archivio contabile del Santuario di Zeus Olimpio sito in località Pirettina.

  • Teatro di Locri Epizefiri

    Teatro di Locri EpizefiriUbicato all'interno dell'area urbana dell'antica Locri Epizefiri, ed oggi inserito nel perimetro dell'omonimo Parco Archeologico, il teatro greco edificato nel IV secolo a.C. sfruttando una concavità naturale dell'altura di Cusemi.

    Il teatro doveva servire per funzioni pubbliche nell'ordinamento democratico dell'antica colonia locrese, oltre che per le ovvie rappresentazioni teatrali. L'esistenza, a valle del teatro, di un settore di abitato rientrante nell'impianto urbanistico regolare ben noto nella zona costiera, attesta che il teatro non era legato all'agorà.

  • Teatro di Scolacium

    Teatro di ScolaciumAll'interno del Parco Archeologico di Scolacium, a pochi passi dal Foro, sono stati rinvenuti i monumentali resti del teatro romano, edificato quasi certamente nel I secolo d.C. in occasione della deduzione a colonia romana dell'antica città greca di Skylletion.

    Come il teatro greco di Locri Epizefiri, anche il teatro romano di Scolacium venne edificato sfruttando il pendio naturale e la cavità offerta da una collina argillosa posta a ridosso del foro romano. Tra i pochi teatri di epoca romana ad appoggiarsi al declivio naturale di una collina, il teatro romano di Scolacium aveva una capienza massima che doveva aggirarsi tra i 3.000 ed i 4.000 spettatori.

  • Tempio di Afrodite

    Tempio di AfroditeConsiderato il santuario urbano più importante dell'antica colonia locrese di Locri Epizefiri, il Santuario di Afrodite, sorge in contrada Marasà, nell'area del Parco Archeologico di Locri Epizefiri.

    Il santuario, che solo di recente è stato attribuito alla dea Afrodite, considerata la maggiore divinità dell'area locrese, presenta l'impianto originario di epoca arcaica, risalente al VII secolo a.C. di cui sono ben visibili i resti in arenaria. Accanto a questi sono ben visibili i resti archeologici del secondo impianto di ordine ionico, che risale al IV secolo a.C. e presenta evidenze in calcarite grigiastra, tra le quali la base spezzata di una colonna ionica poggiata al basamento del tempio.

  • Tempio di Apollo Aleo

    Tempio di Apollo AleoDurante gli scavi del 1924 l'archeologo Paolo Orsi, individuò in località Punta Alice del comune di Cirò Marina, l'antico tempio arcaico dedicato ad Apollo Aleo, indicando nell'attuale territorio di Cirò Superiore, l'ubicazione dell'antica città di Krimisa.

    Che in località Punta Alice fosse già presente un'area di culto non ancora strutturata, almeno a partire dalla fine del VII secolo a.C. sembra confermato da una serie di manufatti tipici quali l'idoletto schematico in argento, il kouros dedalico e la statuina fittile di tipo locrese, rinvenute in loco. Soltanto dopo la metà del VI secolo a.C. si monumentalizza l'area sacra di Punta Alice con la costruzione del tempio dedicato ad Apollo Aleo.

  • Tempio di Hera Lacinia

    Tempio di Hera LaciniaTra le aree sacre più importanti del mondo ellenico di epoca arcaica e di certo il più importante della Magna Grecia, il grande Santuario di Hera Lacinia, in cui sorgeva il maestoso tempio dorico dedicato alla dea, sorgeva pochi chilometri più a sud dell'antica Kroton.

    Sul leggendario promontorio Lacinio, oggi chiamato di Capo Colonna, si svolsero le vicende epiche di Eracle che diedero origine all'antica colonia achea. Oggi tutta l'area sacra ricade nel Parco Archeologico di Capo Colonna, dove l'omonimo museo raccoglie i cospicui reperti provenienti dall'area di scavo antistante. I rinvenimenti più importanti dal punto di vista storico e artistico sono invece esposti presso il Museo Archeologico di Crotone, dove un'apposita sala ospita il Tesoro di Hera.

  • Testa di Filosofo di Porticello

    Testa di Filosofo di PorticelloLa Testa del Filosofo di Porticello, conservata oggi nella sezione archeologia subacquea del Museo Archeologico di Reggio Calabria, è una scultura bronzea risalente al V secolo a.C. rinvenuta nel 1969 nel mare di Porticello, antistante le acque dello Stretto di Messina.

    La testa doveva appartenere ad una statua intera, come dimostra il ritrovamento di una parte del ginocchio destro anch'esso rinvenuto insieme alla testa e ad un pezzo di mantello. La posizione stante del vecchio è dimostrata dal ginocchio destro che si è conservato insieme ad un ampio lembo del corto mantello tipico dei letterati e dei filosofi greci, drappeggiato obliquamente dalla spalla sinistra fino ai fianchi.

  • Toro Cozzante

    Torello di SybarisDurante gli scavi del biennio 2003-2005 condotti dall'Ufficio Scavi di Sibari e dalla Scuola Archeologica Italiana all'interno del Parco Archeologico di Sibari è stata rinvenuta una statuetta in bronzo del IV secolo a.C. dalle fattezze di un toro cozzante, cioè col capo reclino verso il basso.

    La statuetta è ritenuta, insieme ai Bronzi di Riace, una delle scoperte più importanti per la bronzistica magnogreca, ed oggi viene esposta nelle sale del Museo Archeologico della Sibaritide. Il Toro Cozzante o Torello, simbolo della leggendaria Sybaris distrutta dai crotoniati sotto 4 metri di fango fluviale, e sul quale sono state rinvenute tracce di un restauro effettuato in epoca romana, è stato ritrovato in un grande edificio pubblico del I secolo a.C. della colonia romana di Copia.

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