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MAGNA GRECIA
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tradizioni - donne della magna grecia
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| Titolo: | Donne della Magna Grecia |
| Sezione: | Magna Grecia |
| Argomento: | Tradizioni |
| Fonte: | Calabriatours.org |
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Nelle colonie della Magna Grecia le donne, rispetto a quelle della madrepatria, godevano di una maggiore libertà e
partecipavano più attivamente alla vita sociale. Tale situazione si accentuerà soprattutto in età ellenistica. Le donne
più libere erano le cortigiane e quelle di umili condizioni, costrette a lavorare per vivere e ad uscire spesso per
svolgere mansioni in genere affidate ai servi, come andare al mercato o attingere l'acqua nei pozzi. Le stanze, sempre
linde e arredate in modo semplice ed essenziale; il letto, che durante il giorno veniva utilizzato come divano, era in
legno con cinghie di cuoio dove era adagiato il materasso. Nelle case poi vi erano sedie in legno pieghevoli dal nome
diphroi, rivestite di morbide pelli e abbellite con cuscini. Appoggiato alla parete solitamente era un cassone, elemento
indispensabile dell'arredamento, dove venivano riposti gli abiti e gli oggetti di uso quotidiano. Accanto ad esso vi era un
bacile, sostenuto da una colonna su base incavata (luterion), che veniva utilizzato per l'igiene della donna. Su un tavolo
in legno erano poggiati gli alabastroi, che contenevano unguenti e profumi, e vasetti con terre bianche, caulino, argilla,
alghe marine e licheni, appositamente pesate su una bilancina per creare creme di bellezza e cosmetici. Le donne intrecciavano
i loro capelli sistemandoli in una ricca acconciatura, una specie di chignon posto dietro la nuca, lasciando visibili alcune
soffici ciocche. Il ventaglio e l'ombrello erano accessori indispensabili che completavano la toilette femminile. Le fanciulle
portavano in dono alla divinità un cesto di fiori e frutta e un peplo, Tutto questo per propiziarsi la divinità e chiederle di
vegliare sul focolare domestico. Inoltre offrivano i loro giocattoli: palla di cuoio, bambole in argilla, trottola e nacchere,
doni che simboleggiavano la fine dell'adolescenza e l'inizio della vita coniugale. Le donne della città di Locri Epizefiri godevano di particolari protezioni
ed attenzioni, attestati anche dall'uso della matrilinearità tra le famiglie nobili sopratutto.
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