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MAGNA GRECIA
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tradizioni - architettura in magna grecia
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| Titolo: | Architettura in Magna Grecia |
| Sezione: | Magna Grecia |
| Argomento: | Tradizioni |
| Fonte: | Calabriatours.org |
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La particolarità dell'arte greca, rispetto alla tradizione, risiede nella sua
visione antropocentrica, nell'attenzione riservata alle proporzioni ed alle
dimensioni del corpo umano, nel suo rifiuto della dismisura e nella sobrietà,
semplicità delle sue forme. Stabilità, ordine e simmetria furono, dunque, sin
dalle origini le caratteristiche principali dell'architettura greca. Lusso e
grandiosità, mal tollerate nelle costruzioni private, furono riservate
all'edificazione di superbi santuari. Inizialmente gli edifici furono costruiti
con materiale poveri (legno, argilla cruda, paglia), ma nel VI° secolo a.C.
l'architettura compì un balzo prodigioso con la conquista di materiali nobili e
l'introduzione della pietra tagliata. Furono così utilizzati blocchi squadrati
detti Plinthoi dapprima realizzati solo in semplice calcare e poi in marmo.
Questo cambiamento fu la diretta conseguenza dello sviluppo economico, sociale e
urbanistico delle poleis greche e magnogreche. I Greci non utilizzavano la
malta, i blocchi di pietra erano tenuti insieme dalla forza di gravità o da
cavicchi tiranti e grappe di metallo. Gli architetti magnogreci,
sempre molto attenti alle ricerche luministiche, si impadronirono presto delle
tecniche e seppero abilmente sfruttare le possibilità offerte dalla pietra
locale, il poroso calcare. Il colore dei materiali impiegati, la semplicità
delle forme, gli splendidi paesaggi contro cui si stagliano i maestosi templi,
tutti questi elementi combinati assieme hanno dato vita alle più belle
manifestazioni dello stile dorico in Occidente e nel mondo greco. In Magna
Grecia per tutto il VI° e V° secolo a.C. gli architetti rimasero fedeli allo
stile dorico. L'impianto urbanistico delle colonie
greche era più regolare e ordinato delle città della madrepatria e la
ripartizione degli spazi, aveva un carattere pratico, rispondendo alle esigenze
della comunità. I primi esempi di divisione razionale del territorio furono le
piante di Taranto, Metaponto e Megala Hyblea in Sicilia. Allo sviluppo politico,
all'espansione delle poleis si accompagnò la ridefinizione dell'impianto
urbanistico e l'ampliamento delle città secondo i principi dell'architetto
Ippodamo da Mileto che elaborò la creazione di una scacchiera ortogonale
studiando gli esempi di realizzazione già effettuate in Sicilia e in Magna
Grecia. A lui si devono le piante di Rodi, Mileto, e Thourioi.
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