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Architettura in Magna Grecia

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La particolarità dell'arte greca, rispetto alla tradizione, risiede nella sua visione antropocentrica, nell'attenzione riservata alle proporzioni ed alle dimensioni del corpo umano, nel suo rifiuto della dismisura e nella sobrietà, nonchè nella semplicità delle sue forme. Stabilità, ordine e simmetria furono, dunque, sin dalle origini le caratteristiche principali dell'architettura greca. Lusso e grandiosità, mal tollerate nelle costruzioni private, furono invece riservate all'edificazione di ampi edifici pubblici e superbi santuari.
Inizialmente gli edifici furono costruiti con materiale poveri (legno, argilla cruda, paglia), ma nel VI secolo a.C. l'architettura compì un balzo prodigioso con la conquista di materiali nobili e l'introduzione della pietra tagliata. Furono così utilizzati blocchi squadrati detti Plinthoi dapprima realizzati solo in semplice calcare e poi in marmo. Questo cambiamento fu la diretta conseguenza dello sviluppo economico, sociale e urbanistico delle poleis greche e magnogreche. I Greci non utilizzavano la malta, i blocchi di pietra erano tenuti insieme dalla forza di gravità o da cavicchi tiranti e grappe di metallo. Gli architetti magnogreci, sempre molto attenti alle ricerche luministiche, si impadronirono presto delle tecniche e seppero abilmente sfruttare le possibilità offerte dalla pietra locale, il poroso calcare. Il colore dei materiali impiegati, la semplicità delle forme, gli splendidi paesaggi contro cui si stagliano i maestosi templi, tutti questi elementi combinati assieme hanno dato vita alle più belle manifestazioni dello stile dorico in Occidente e nel mondo greco. In Magna Grecia per tutto il VI e V secolo a.C. gli architetti rimasero fedeli allo stile dorico. L'impianto urbanistico delle colonie greche era più regolare e ordinato delle città della madrepatria e la ripartizione degli spazi, aveva un carattere pratico, rispondendo alle esigenze della comunità. I primi esempi di divisione razionale del territorio furono le piante di Taranto, Metaponto e Megala Hyblea in Sicilia.
Allo sviluppo politico, all'espansione delle poleis si accompagnò la ridefinizione dell'impianto urbano e l'ampliamento delle città secondo i principi dell'architetto Ippodamo da Mileto che elaborò la creazione di una scacchiera ortogonale studiando gli esempi di realizzazione già effettuate in Sicilia e in Magna Grecia. A lui si devono le piante di Rodi, Mileto, e Thourioi.

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