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Area Archeologica di Punta Alice
Catalogazione:Bene Archeologico
Ubicazione:Punta Alice - Cirò Marina (KR)
Datazione:600 a.C. - 100 a.C.
Destinazione:Area Archeologica
Photogallery:foto 1 - foto 2

L'identificazione dell'antica città di Krimisa, che la leggenda vuole fondata dall'eroe tessalo Filottete, è stata risolta a favore della zona intorno a Cirò Superiore, dove gli studisoi hanno evidenziato una continuità abitativa dall'età del Ferro fino a quella romana. Invece sul vicino promontorio di Punta Alice sono stati rinvenuti nel 1924 i resti di un grande Tempio di Apollo Aleo, edificato secondo la leggenda, dall'eroe tessalo Filottete dopo la guerra di Troia, di cui i primi reperti furono conservati nel Museo Archeologico di Reggio Calabria.
L'Area Archeologica di Punta Alice dunque è interessata dal santuario dedicato ad Apollo Aleo dall'eroe tessalo Filottete, che qui consacrò le frecce donategli da Eracle. In origine il tempio del VI° secolo a.C. era costituito da una cella (naos) fortemente allungata che (27x7,90), completamente aperta sul lato orientale e divisa in due navate da un colonnato di cui restano le basi lapidee. La struttura, rimase in uso fino alla fine del IV° secolo a.C. momento in cui si pone la trasformazione, ad opera dei Bretti, del tempio in un periptero dorico di maggiori dimensioni (46x19), completamente in pietra, circondato da otto colonne sui lati brevi e diciannove su quelli lunghi. La cella arcaica fu inglobata nel nuovo edificio, mentre il colonnato fu raddoppiato sul lato orientale.
Tra i materiali rinvenuti nell'Area Archeologica di Punta Alice emergono, in gran parte ex voto offerti dai fedeli al dio Apollo Aleo venerato nell'area sacra cirotana, i reperti più noti sono costituiti dalle parti marmoree dell'Acrolito di Apollo risalenti al V° secolo a.C. testa, piedi e mano sinistra, esposte insieme a numerosi ex voto presso il Museo Archeologico di Reggio Calabria. Alla fase brettia del santuario, fine IV° secolo a.C. risalgono i frammenti di terrecotte architettoniche, capitelli dorici, rocchi di colonne e frammenti di architravi oggi conservati nel Museo Archeologico di Crotone.
L'Area Archeologica è interessata anche dal rinvenimento, sempre in prossimità del Tempio di Apollo Aleo, di alcuni ampi edifici riferibili anch'essi al periodo brettio, non indagati completamente e che si suppone possano rifarsi a strutture dedicate ad accogliere i pellegrini, come avveniva per il vicino e ben più famoso Heraion Lakinion ossia il Santuario di Hera Lacinia.

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