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Sul promontorio di Punta Alice, località in agro del comune di Cirò Marina, sono stati rinvenuti nel 1924 i resti di un grande tempio dorico dedicato ad Apollo Aleo,
dall'eroe tessalo Filottete, che secondo leggenda, ivi consacrò le sue frecce ad Eracle dopo la vittoriosa guerra di Troia. Gli scavi di Punta
Alice si concentrano dunque sul Tempio
di Apollo, intorno al quale ruotava l'intera area sacra, quasi certamente di origine precoloniale. Distante poco più di 20 km da Crotone, l'area archeologica di Punta Alice potrebbe
rappresentare un'area sacra precoloniale, inglobata dai greci in epoca arcaica e dedicata ad Apollo Aleo.
L'area archeologica di Punta Alice dunque è interessata
dal santuario dedicato ad Apollo Aleo dall'eroe tessalo Filottete, che qui consacrò le frecce donategli da Eracle. In origine
il tempio del VI secolo a.C. era costituito da una cella (naos) fortemente allungata, lunga 27 metri e larga quasi 8. La cella era completamente
aperta sul lato orientale e divisa in due navate da un colonnato, di cui restano le basi lapidee. La struttura, rimase
in uso fino alla fine del IV secolo a.C. momento in cui si pone la trasformazione, ad opera dei Bretti, del tempio in un
periptero dorico di maggiori dimensioni (46x19), completamente in pietra, circondato da otto colonne sui lati brevi e
diciannove su quelli lunghi. La prima cella arcaica fu inglobata nel nuovo edificio, mentre il colonnato fu raddoppiato sul
lato orientale. Tra i materiali rinvenuti nell'area archeologica di Punta Alice emergono, in gran parte offerte votive del periodo arcaico
al Tempio di Apollo, le
parti marmoree dell'Acrolito di
Apollo, anch'esse di epoca arcaica, testa, piedi e mano sinistra, esposte al Museo Archeologico
di Reggio Calabria.
Alla fase brettia del santuario, fine IV secolo a.C. risalgono i frammenti di terrecotte
architettoniche, capitelli dorici, rocchi di colonne e frammenti di architravi, questi conservati invece nel vicino Museo Archeologico di Crotone.
L'area archeologica è interessata anche dal rinvenimento, sempre in prossimità del Tempio di Apollo, di alcuni ampi edifici
riferibili anch'essi al periodo brettio, non indagati completamente e che si suppone possano rifarsi a strutture dedicate
ad accogliere i pellegrini, come avveniva per il vicino e ben più famoso Santuario di Hera Lacinia, in prossimità di Crotone.
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