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siti archeologici - area archeologica di castiglione di paludi
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| Catalogazione: | Bene Archeologico |
| Ubicazione: | Castiglione di Paludi (CS) |
| Datazione: | 800 a.C. - 200 a.C. |
| Destinazione: | Area Archeologica |
| Photogallery: | foto 1 -
foto 2 -
foto 3 |
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Sulla sommità di una collina delimitata dai torrenti Coseria e Scarmaci a 8 km dalla costa dal mare Ionio, è stato
rinvenuto un disteso insediamento umano risalente al IV° secolo a.C. e riferito ad una antica città brettia. Alcuni
studiosi identificano l'Area Archeologica di Castiglione di Paludi con l'antica città enotria di Cossa poichè negli
anni 50 sono state scavate, sul pianoro davanti all'abitato, circa 50 sepolture dell'età del ferro (IX°a.C.)
corredate da armi, punte di lancia in ferro e bronzo, fibule, lamine decorate, braccialetti e coltelli.
Una città di Enotria, nota col nome di Cossa, compare in un frammento di Ecateo di Mileto del VI°a.C. e più
tardi Giulio Cesare nel De Bello Civili, menziona una città di nome Cossa nel territorio di Thourioi. Il nome
dell'attuale torrente Coseria, nei pressi di Castiglione di Paludi, sembra costituire un ulteriore indizio per
l'identificazione dell'antica città enotria di Cossa. Se l'Area Archeologica di Castiglione di Paludi conserva
poche testimonianze dell'antica città di Cossa, della città brettia rimangono invece notevoli resti, primi
tra tutti quelli delle mura, costruite in blocchi squadrati di arenaria disposti a secco, alcune scalette interne
conducevano sugli spalti. Sul lato orientale era la porta fortificata, a corte rettangolare, difesa da due torri a
pianta circolare alte due piani. All'interno, una strada collegava la porta principale al cosiddetto teatro, edificio
a pianta semicircolare addossato a un pendio naturale, che poteva accogliere 200 persone circa. Più verisimilmente si
tratta di un luogo per le riunioni dell'assemblea pubblica databile intorno al IV° secolo a.C. Sempre all'interno
della cinta muraria, oltre a una cisterna sono stati rinvenuti i resti di alcune abitazioni, distinguibili in due fasi
per la tecnica costruttiva. Il ritrovamento all'esterno della porta di un deposito di terrecotte votive di tipo
femminile, testimonia l'esistenza di un piccolo luogo di culto. Tra i materiali rinvenuti tra gli scavi dell'Area
Archeologica di Castiglione di Paludi, si segnalano per importanza un volto maschile in arenaria locale e alcuni
modellini fittili di templi, e delle tegole siglete "vereia" che attestano l'attività di una istituzione pubblica
deputata alla produzione in scala di laterizi. | |
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