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rinvenimenti - pinakes locresi
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| Catalogazione: | Bene Archeologico |
| Allocazione: | Museo Archeologico di Reggio Calabria |
| Rinvenimento: | Colle Mannella - Locri (RC) |
| Datazione: | V° secolo a.C. |
| Photogallery: | foto 1 -
foto 2 -
foto 3 |
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I famosi Pinakes di Locri
Epizefiri, sono tavolette votive in terracotta recanti rappresentazioni a bassorilievo, della vita sociale e
religiosa dell'antica colonia greca di Lokroi. I Pinakes locresi, rinvenuti in più di 5000 frammenti riferibili tutti al V° secolo a.C.
presso il santuario di Persefone a Locri, sono una delle più alte e celebri testimonianze dell'arte della Magna Grecia.
Prodotte in serie con matrici e completate da una vivace policromia, oggi sono conservate presso i musei archeologici
di Locri e Reggio Calabria.
Le placchette venivano ricavate per impressioni da matrici in terracotta, che si riconducono ad artisti di pura scuola
greca, e venivano poi ritoccate a stecca e rifinite da valenti artisti locali dell'argilla prima della cottura. Ricavati
da matrici e prodotti in migliaia di esemplari nel periodo compreso tra il 490 e il 460 a.C. i Pinakes Locresi erano
offerti come ex voto nel tempietto di Persefone sito sul colle della Mannella. Le tavolette, le cui raffigurazioni si
riferiscono in molti casi al mito riguardante Persefone e, in particolare, al suo rapimento da parte di Ade, dio
dell'oltretomba, spaziano anche su molti altri temi e alcune di esse contengono rappresentazioni relative ad Afrodite,
venerata forse accanto alla regina degli inferi nel tempietto locrese. L’ambiente locrese è individuabile attraverso la
configurazione di due templi e scene di vita quotidiana, dove, accanto a personaggi, animali e oggetti mitici o cultuali,
sono finemente riprodotti carri, arredamenti, vesti e drappi, suppellettili di uso e di cosmesi. Diverse tavolette
raffigurano poi atti di culto, riti e processioni, o scene relative alle nozze, come la preparazione della sposa o il suo
corteggiamento da parte dello sposo. Il legame tra i temi più ricorrenti nei Pinakes e le nozze era nell'antica Locri certamente assai stretto,
tanto che alcuni studiosi hanno ipotizzato che l'intero ciclo di raffigurazioni fosse legato ai riti di passaggio che
conducevano la fanciulla dalla condizione di vergine infeconda a quella di sposa e di madre, riti che si compivano nel
giorno del matrimonio.
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