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Bronzi di Riace

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Insieme all'Auriga di Delfi e al Cronide di Capo Artemisio, oggi conservati presso il Museo Archeologico di Atene, i celeberrimi Bronzi di Riace vengono a ragione considerati la massima espressione della scultura bronzea dell'antico occidente ellenico. Le statue, esposte presso la sezione di archeologia subacquea del Museo Archeologico di Reggio Calabria, sono ancora oggetto di profondi studi e accese discussioni per definirne con moderata certezza il contesto di provenienza, nochè la peternità, da qualcuno attribuita ad una famosa scuola artistica come quella di Fidia, più che ad un unico maestro scultore.
Quelli che si definiscono Bronzi di Riace, sono due sculture in bronzo del V secolo a.C. rinvenute nel 1972 nelle acque antistanti Riace sulla costa ionica locrese, raffiguranti probabilmente due guerrieri mitologici dell'antica Grecia, o forse della Magna Grecia. Entrambe portavano uno scudo sul braccio sinistro e una lancia nella mano destra, e probabilmente un elmo sulla testa. Il Bronzo denominato A, quello dall'aspetto più giovane, è alto 198 centimetri ed è databile intorno al 470 a.C. Il Bronzo B, con barba e capelli lunghi, un po più anziano d'aspetto, misura 197 centimetri ed è databile intorno al 450 a.C. Dopo il secondo consistente restauro effettuato presso la Sovrintendenza Archeologica della Toscana con mezzi meccanici e ad ultrasuoni, si rinvenne all'interno dei Bronzi di Riace, tracce di fusione a terra, che consentirono di individuare la lega bronzea utilizzata. Scaturirono ipotesi diverse e contrastanti sulla paternità dei Bronzi e sulla loro reale identità: eroi greci, eroi locresi, olimpionici locresi, ecisti sicelioti, semplici opliti, eroi argivi morti sotto le mura di Tebe. In realtà la conoscenza della lega bronzea e del tipo di polvere rinvenutavi all'interno non dicono sostanzialmente nulla sulla reale storia dei Bronzi di Riace. In effetti la polvere utilizzata per la lega bronzea è di certa provenienza attica, ma ciò non significa che le sculture siano state ultimate ad Atene piuttosto che ad Argo, così come il rinvenimento in mare, che qualcuno legge come il viaggio di consegna dalla Grecia alla città di Lokroi, potrebbe invero essere avvenuto al contrario. Del resto nell'antica colonia di Rhegion operava, proprio nel V secolo a.C. il maestro scultore Pitagora, ben noto oltre i confini della Magna Grecia.
La bellezza dei Bronzi di Riace, la plasticità delle forme, l'imponenza fisica ed estetica, il senso di pace e di equilibrio che trasmettono al visitatore, fanno di queste statue tra i monumenti più belli al mondo. Il fitto mistero sulla reale storia costituisce ulteriore elemento di interesse e di profonda ammirazione, e la consapevolezza che forse mai nessuno potrà indicare l'origine e le vicessitudini dei meravigliosi Bronzi di Riace.

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Bronzi di Riace

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