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MAGNA GRECIA
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rinvenimenti - kouros di reggio calabria
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| Catalogazione: | Bene Archeologico |
| Allocazione: | Museo Archeologico di Reggio Calabria |
| Rinvenimento: | Reggio Calabria (RC) |
| Datazione: | VI° secolo a.C. |
| Photogallery: | foto 1 |
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Un volto animato da labbra che sembrano atteggiare una sorta di sorriso arcaico, una capigliatura folta con raffinata
acconciatura composta da quattro file di riccioli intorno alla fronte, lunghi boccoli verticali e trecce annodate sulla
nuca. Si presenta così la statua del Kouros, risalente alla fine del VI° secolo a.C. ed esposta oggi nel Museo Archeologico di Reggio Calabria.
Il Kouros, che è in marmo bianco proveniente dall’Isola di Paros nelle Cicladi, è stato realizzato con grande maestria
ed é molto semplice nelle sue forme. Le braccia, solo parzialmente conservate, probabilmente si allungavano con i pugni
serrati lungo i fianchi, oppure erano protesi in un gesto di offerta alla divinità. Qusto tipo di statuette infatti era
largamente utilizzato in epoca arcaica come oggetto votivo, molto spesso rinvenuto nelle necropoli a corredo tombale del
defunto, o nei santuari, come dono alla divinità venerata. I Kourioi, plurale di Kouros, nella cultura dell'antica Grecia,
simboleggiavano la perfezione estetica maschile, alla quale corrispondeva una perfezione interiore ed un'assenza di espressioni
emotive, per questo erano oggetti adatti alle sepolture, che accompagnavano il defunto con ottime credenziali verso gli dei. In
quel periodo nell'antica colonia di Rhegion c’era un governo aristocratico che aveva portato benessere e prosperità. Non si esclude
che tra i molti benestanti di Rhegion, qualcuno abbia commissionato la statuetta più come offerta votiva che come corredo funerario
visto che non ci sono tracce di necropoli. La statuetta del Kouros di Reggio Calabria è stata rinvenuta fortunosamente, durante
un controllo di Polizia Tributaria presso un ricco uomo d'affari del luogo, che lo teneva in bella mostra nel salone adibito
a lume. Non si conoscono per ora le modalità ed il luogo esatto del rinvenimento, si suppone ragionevolmente negli scavi
edilizi effettuati sul lungomare della città. Oggi la statuetta, confiscata è conservata presso il Museo Archeologico di Reggio Calabria, in attesa di
essere recuperata ed esposta.
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