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MAGNA GRECIA
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reperti - acrolito di apollo aleo
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| Catalogazione: | Bene Archeologico |
| Allocazione: | Museo Archeologico di Reggio Calabria |
| Rinvenimento: | Punta Alice (KR) |
| Datazione: | V° secolo a.C. |
| Photogallery: | foto 1 |
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Nel 1924 presso Punta Alice, localtà del comune di Cirò Marina, Paolo Orsi riportò alla luce le fondamenta del
Tempio di
Apollo Aleo durante la fase principale degli scavi archeologici dell'area. Insieme al basamento del tempio,
l'archeologo rinvenne molti altri oggetti antichi, tra cui antefisse in terracotta e monete d'argento, e sopratutto
parti della statua di marmo bianco del dio greco. l'Acrolito di Apollo Aleo si compone della testa quasi intatta,
alta 41 centimetri e con le orbite degli occhi vuote, dei piedi, e della mano sinistra frammentata. La statua in marmo
greco bianco con alcune sfumature di azzurro doveva essere alta poco più di due metri, e rappresenta una delle poche
rinvenute in tutta la Magna Grecia ad utilizzare la tecnica acrolitica. La tecnica acrolitica permetteva di rendere gli
dei ellenici più vicini alla realtà quanto a fisionomia, attributi e abbigliamento. Infatti le parti scoperte del corpo
come la testa, le mani, i piedi e le braccia, venivano prodotte in marmo o pietra, e completate con materiali di legno,
ma anche gesso, stoppa, creta, muratura dipinta dalle altre parti del corpo che quindi fungevano da semplici congiunture.
Spesso le statue così ottenute venivano ricoperte con abiti di stoffa, lamine metalliche o parrucche, per dare maggiore
sembianze umane agli dei ellenici. In effetti l' acrolito di Apollo Aleo, sul cranio calvo, doveva portare una parrucca
in bronzo laminato, forse coronata di alloro. Le cavità orbitali dovevano essere riempite in osso e pasta vitrea, oltre alla
lamina bronzea utilizzata per rendere le ciglia. I piedi carnosi e larghi, tagliati sopra la caviglia, erano innestati
mediante grossi perni rettangolari e presentano piccoli fori per sorreggere i sandali. Con ogni probabilità l'idolo
raffigurava il dio Apollo, coperto da una lunga veste, seduto in atto di suonare la cetra. Oggi la testa marmorea
dell'acrolito di Apollo Aleo è conservata presso la sala XXVI del Museo Archeologico di Reggio Calabria, insieme ad
altri reperti rinvenuti nell'area di scavo di Punta Alice, molti altri invece sono conservati presso il più vicino Museo Archeologico di Crotone.
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