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Il morzeddu o morzello non è un salume, bensì un piatto tipico della cucina catanzarese, le cui origini risalgono al periodo della
dominazione spagnola della Calabria. La
leggenda narra che una donna della città di Catanzaro, dopo aver perso il marito, destava
con i suoi figlioletti in condizioni di miseria tanto da avere difficoltà a reperire il cibo per la sua famiglia. La notte di Natale
la donna venne chiamata a ripulire il cortile di un palazzo baronale dai resti di una macellazione. La donna pensò bene di raccogliere
i resti dell'animale, di pulirli bollendoli in acqua e di servirli con spezie varie come cena di quella Santa sera.
Da allora il morzeddu catanzarese, che si ottiene dalla bollitura delle interiora bovine, è divenuto un piatto succulento della cucina catanzarese
e non solo. Il morzeddu si prepara mettendo le interiora di vitello o la trippa già cotta, in una pentola con olio e sale. Si fa cuocere
per circa mezz'ora, dopo si aggiungono i peperoni tagliati a strisce sottili e un po di vino rosso, si lascia cuocere ancora a fuoco lento.
Alla fine della cottura, dopo un ora circa, si aggiunge la salsa di pomodoro e si continua la cottura per pochi minuti. Alla fine si
aggiunge molto peperoncino piccante a fuoco spento e si mescola per bene. Il sugo così ottenuto deve avere un colore vivace, mentre il sapore
della carne deve confondersi col gusto del peproncino piccante. Il morzeddu, o morzello, si degusta insieme alla Pitta, tipico pane
calabrese a forma di ciambella schiacciata e con poca mollica.
Il nome morzello deriva dallo spagnolo "al muerzo" che significa a morsi, infatti questo piatto tipico della cucina calabrese si consuma
dentro la Pitta tagliata a pezzi e aperta a libro, non è necessario l'uso delle posate. Nella provincia di Catanzaro esistono oggi molte
trattorie che servono il morzeddu insieme alla Pitta e ad un buon vino rosso e corposo, necessario per
degustare appieno il gusto forte di questo prelibato piatto tipico.
Pur non essendo un salume o un insaccato derivato dalla carne di maiale, il morzeddu catanzarese, che oggi si consuma anche nella provincia
di Crotone, viene considerato un salume per via dell'eccessivo uso di peperoncino piccante che tende a confonderne il sapore.
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