MAGNA GRECIA
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Tra gli ecisti fondatori delle antiche colonie della Magna Grecia, il gobbo Miscello, acheo di famiglia nobile proveniente dall'isola di
Rhypai, è certamente la figura più interessante e bistrattata. La sua storia si lega alla fondazione dell'antica Kroton, avvenuta intorno al 709/710 a.C. sulle sponde del fiume
Esaro, di cui lo stesso Miscello diviene ecista, cioè capo fondatore. Dai racconti puntuali degli storici dell'antica Grecia, come Diodoro
Siculo, Dionigi di Alicarnasso e Strabone, si traccia un quadro completo del contesto storico e mitologico della fondazione dell'antica Kroton e delle vicessitudini del gobbo Miscello.
La colonizzazione achea dell'Italia, partita nel VIII secolo a.C. rispondeva a chiare esigenze di carattere sociale e politico. Le vecchie
poleis greche crescevano di popolazione senza avere però abbastanza terreno coltivabile per tutti. Le tensioni sociali spesso sfociavano in
sanguinose lotte, che andavano a compromettere la sopravvivenza delle città. Ecco che si rendeva necessario favorire e finanziare spedizioni
oltremare e nuove fondazioni. Ma la leggenda vuole che Apollo, per bocca della pizia, ordinò al gobbo Miscello di perlustrare il tratto
costiero compreso tra la Sacra Krimisa ed il
Promontorio Lacinio, e verificare il punto esatto della fondazione di una nuova e potente città. Di ritorno a Delfi, il gobbo Miscello manifestò
però l'intenzione di fondare la nuova città nella fertile e vasta piana di Sibari, dove già prosperava l'opulenta colonia di Sybaris. Per bocca della pizia il dio Apollo così rispose al gobbo ecista:
"Miscello, tu il cui dorso avrebbe bisogno di essere raddrizzato, procura almeno di mostrare che hai diritto lo spirito; cessa di correre
lamentosamente cercando altra cosa da quella che gli dei ti destinano, e gradisci di buon cuore il dono che ti è fatto". Per questa sua esitazione
Miscello pagherà perdendo gli onori riservati agli ecisti fondatori, che invero i crotoniati riservarono ad Eracle. La fondazione di Crotone si lega infatti alle vicende di Eracle, il quale
promette sul Promontorio Lacinio che una città insigne avrebbe portato il nome del povero Crotone, amico fidato da lui ucciso per errore. Ubbidendo suo malgrado agli ordini di
Apollo, il gobbo Miscello condusse gli achei alla foce del fiume Esaro, a metà strada tra la Sacra Krimisa ed il Promontorio Lacinio, e nel 709/710 a.C. fondò la potente ed insigne
città di Crotone. Ben presto la città conobbe cento anni
di assoluto splendore politico, militare e culturale, probabilmente ineguagliato in Magna Grecia.
I crotoniati non resero mai a Miscello gli onori eroci, bensì ad Eracle, considerato vero ed unico capostipite. Se Miscello perse gli onori per aver
desistito sul luogo della fondazione, Sybaris divenuta
intanto città opulenta, ricca e sfarzosa, venne distrutta nel 510 a.C. dai crotoniati guidati dal celeberrimo Milone, discendente diretto di Heracle, che forse così consumò la
sua atroce vendetta.
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