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Antiquarium di Amendolara

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Antiquarium di Amendolara
Catalogazione:Museo Archeologico
Ubicazione:Piazza Papa Giovanni XXIII
Repertazione:1000 a.C. - 500 a.C.
Recapiti:0981.79391
Provincia di:Cosenza

Ristrutturato completamente e riaperto al pubblico nel Giugno del 1996, il piccolo ma ricco Antiquarium di Amendolara, deniminato anche V. Laviola, raccoglie i materiali provenienti sia dagli abitati che dalle necropoli del sito archeologico dell'antica Lagaria. Strabone parla della fortezza di Lagaria, città posta tra Thourioi ed Eraclea, ricordandone la fondazione da parte di Epeio, l'artefice del cavallo di Troia, che qui presso un tempio dedicato ad Athena, avrebbe deposto gli strumenti utilizzati per costruire il famigerato cavallo di legno.
In effetti le indagini archeologiche evidenziano una sostanziale continuità abitativa del sito, che parte dal Bronzo finale (XI°a.C.) ed arriva fino al VI°a.C. quasi in concomitanza della distruzione della potente Sybaris sotto il cui dominio Lagaria doveva trovarsi. Il rinvenimento di ripostigli di monete argentee incuse di Sibari, Crotone e Metaponto, documenta i forti legami economici con queste città, ed avvalora la tesi secondo cui Lagaria fosse entrata in orbita sibarita, con la quale condivise il tragico destino intorno al VI°a.C.
I reperti più antichi presenti nel piccolo Antiquarium di Amendolara, sono vasi in terracotta, armi, gioielli e strumenti in metallo databili al XII° secolo a.C. rinvenuti in uno scavo cittadino che ha messo alla luce un abitato della tarda età del bronzo e della prima età del Ferro. Dello stesso periodo anche oggetti trovati nella necropoli presso Agliastroso. Di epoca arcaica (VIII°-VI°a.C.) sono invece i corredi funerari provenienti dalle necropoli di Mancosa-Paladino, costituiti da una grande quantità e varietà di ceramica protocorinzia e corinzia e di materiale bronzeo, che attestano la colonizzazione greca per mezzo di Sibari. Sempre di periodo arcaico sono gli altri reperti provenienti dal pianoro di S. Nicola e dalla zona sottostante, statuette votive, monete bronzee e materiale fittile, hanno evidenziato una produzione industriale di tessuti in lana, come testimonia la grandissima quantità di pesi fittili da telaio.
Altri materiali dell'età del Ferro sono conservati al Museo Archeologico di Cosenza, mentre trovano allocazione nel Museo Archeologico di Reggio Calabria, il ripostiglio monetale di località San Nicola, con argenti incusi di Metaponto. Interessanti infine frammenti architettonici marmorei e altri arredi liturgici dalle chiese cittadine di San Giovanni e dell’Annunziata, di epoca bizantina.

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