BENI CULTURALI
|
|
Vedi Anche:
Sybaris
Museo di Reggio Calabria
|
|
METEO
|
|
|
|
Tags Document: antiquarium di amendolara calabria amendolara antiquarium amendolara calabria antiquarium calabria museo amendolara antiquarium |
| |
|
Ristrutturato completamente e riaperto al pubblico nel Giugno del 1996, il piccolo ma ricco Antiquarium
di Amendolara, deniminato anche V. Laviola, raccoglie i materiali provenienti sia dagli abitati che
dalle necropoli del sito archeologico dell'antica Lagaria. Strabone parla della fortezza di Lagaria,
città posta tra Thourioi ed Eraclea, ricordandone la fondazione da parte di Epeio, compagno di Ulisse,
che qui presso un tempio dedicato ad Athena, avrebbe deposto gli strumenti utilizzati
per costruire il famigerato cavallo di legno.
In effetti le indagini archeologiche evidenziano una
sostanziale continuità abitativa del sito, che parte dal Bronzo finale, cioè dal XI secolo a.C. ed arriva fino al
VI a.C. quasi in concomitanza della distruzione della potente Sybaris sotto il cui dominio Lagaria doveva
trovarsi. Il rinvenimento di ripostigli di monete argentee incuse di Sibari, Crotone e Metaponto,
documenta i forti legami economici con queste città, ed avvalora la tesi secondo cui Lagaria fosse
entrata in orbita sibarita, con la quale condivise il tragico destino intorno al VI a.C. I reperti
più antichi presenti nel piccolo Antiquarium di Amendolara, sono vasi in terracotta, armi, gioielli e
strumenti in metallo databili al XII secolo a.C. rinvenuti in uno scavo cittadino che ha messo alla
luce un abitato della tarda età del bronzo e della prima età del Ferro. Dello stesso periodo anche
oggetti trovati nella necropoli presso Agliastroso. Di epoca arcaica VIII-VI a.C. sono invece i
corredi funerari provenienti dalle necropoli di Mancosa-Paladino, costituiti da una grande quantità e
varietà di ceramica protocorinzia e corinzia e di materiale bronzeo, che attestano la colonizzazione
greca per mezzo di Sibari. Sempre di periodo arcaico sono gli
altri reperti provenienti dal pianoro di
S. Nicola e dalla zona sottostante, statuette votive, monete bronzee e materiale fittile, hanno
evidenziato una produzione industriale di tessuti in lana, come testimonia la grandissima quantità di pesi
fittili da telaio.
Altri interessanti reperti dell'età del Ferro sono conservati nel Museo Archeologico di Cosenza,
mentre trova allocazione nel Museo Archeologico di Reggio Calabria,
il ripostiglio monetale, con argenti incusi di Metaponto, rinvenuto nell'area di scavo di località
San Nicola. Nell'antiquarium trovano posto nteressanti frammenti architettonici marmorei, e altri
arredi liturgici provenienti dalle chiese cittadine di San Giovanni e dell'Annunziata, entrambe di epoca bizantina.
|
|
|
|
|
|
|
|