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montagne - altopiano della sila
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| Nome: | Altopiano della Sila |
| Formazione: | Granitica-Cristallina |
| Rilievo Max: | Botte Donato |
| Altitudine: | 1928 metri s.l.m. |
| Photogallery: | foto 1 -
foto 2 -
foto 3 |
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Complesso orografico ben distinto e caratteristico, posto al centro della penisola calabrese, l'Altopiano della Sila è un po
il cuore boschivo e storico della stessa Calabria. Il suo nome dervia dal greco, poi latinizzato in Silva con riferimento alle
estese ed interminabili foreste di conifere che oggi si estendono per 150.000 ettari, ma che nel passato ricoprivano un'area
molto più vasta. L'Altopiano della Sila rappresenta il nucleo centrale delle cosiddette Alpi Calabresi, complesso montuoso di
origine cristallina, formato dai rilievi dalla Catena Costiera, della Sila appunto e dell'Aspromonte, la cui orogenesi è più remota rispetto a quella della dorsale appenninica,
costituita in Calabria dal Massiccio
del Pollino e da quello del Pellegrino. L'ossatura geologica della Sila è cotituita da rocce cristalline ed in parte da graniti. Gli orli
dell'altopiano sono formati da diverse formazioni rocciose tra cui scisti e gneiss sul versante occidentale, calcari cristallini
a nord, argille e marne plioceniche a levante, arenarie mioceniche e argille a sud. Morfologicamente la Sila si presenta come
un unico blocco circolare ben distinto solcato all'interno da un vero dedalo di valli sul cui fondo scorrono innumerevoli corsi
d'acqua. Nonostante l'evidente omogeneità ambientale e del paesaggio, la Sila viene suddivisa comunemente in tre settori. La Sila
Greca a settentrione, deve il suo nome agli influssi culturali bizantini ed albanesi, si estende dai confini della piana di Sibari
fino alle valli dei fiumi Mucone a sud-ovest e Trionto a sud-est. Elemento dominante questo tratto di Sila sono gli ampi boschi di
latifoglie che ricoprono i rilievi del Monte Paleparto di 1481 metri, la Serra Castagna di 1310 metri ed il Cozzo del Pesco alto
1183 metri, dove si trova uno dei boschi di castagno tra i più antichi d'Italia. A sud degli alti corsi dei fiumi Mucone e Trionto,
si estende la Sila Grande fino a lambire le valli del Savuto e il Lago Ampollino. Questo è il cuore geografico della Sila, dove foreste di conifere si susseguono a
perdita d'occhio, mentre un dedalo di ruscelli, torrenti e corsi d'acqua scendono da ogni dove per confluire nei tre grandi bacini
artificiali dell'Arvo, del Cecita e dell'Ampollino. E' qui che la Sila assume i connotati di
altopiano, modellato da morbide pendici boscose intervallate da ampie praterie d'alta quota, dalle quali gli imponenti rilievi
sembrano piccole colline. Qui si apre il grande Piano di Macchialonga a 1500 metri di altitudine e contornato da avvolgenti cime
dei monti Pettinascura di 1708 metri, la Serra Ripollata di 1682 metri e il Cozzo del Principe. A sud del Macchialonga, tra le
valli del Neto e del Garga,
si eleva il Monte Volpintesta di 1740 metri che domina sul Lago di Ariamacina. Da nord si eleva la dorsale dei monti Altare e Sordillo che separa, con un lungo
susseguirsi di foreste secolari tra cui la Fossiata ed il Fallistro, la valli del Trionto e del Mucone. Nel cuore della Sila Grande
è posto il complesso del Monte
Botte Donato, che rappresenta la massima vetta dell'altopiano con i suoi 1928 metri. Sugli orli esterni il paesaggio della Sila
Grande ad occidente declina verso le alte valli del Crati e del Savuto, in cui i monti sono percorsi da ripide forre e boschi fittissimi, mentre ad oriente la
maggiore portata dei fiumi ha prodotto un'ampia erosione creando impressionanti gole invase da vegetazione. Al sud del Lago Ampollino si estende infine la Sila
Piccola a formare un grande arco convesso che da oriente parte con la valle del Tacina per chiudere ad ovest con la valle del Savuto.
In questa regione i tipici paesaggi ampi della Sila Grande si alternano ad habitat molto più angusti e tormentati. A sud del Lago Ampollino si diparte una catena di
rilievi che culmina con il Monte Scorciavuoi di 1745 metri e prosegue a sud con la dorsale del Monte Gariglione, dove si trova uno
dei boschi più antichi della Sila. Tra le due dorsali si dipana la valle del Tacina, forse la più bella e incontaminata di tutta la
Sila. Tra il Monte Gariglione ed il Monte Femminamorta, di 1723 metri, s'incunea la Gola del Soleo, così buia e scoscesa da essersi
meritata il toponimo di Manca del Diavolo. Oggi oltre 73.000 ettari di superficie nel cuore dell'Altopiano della Sila sono protetti
dall'istituzione del Parco Nazionale
della Sila, al cui interno ricadono le riserve a salvaguardia degli antichi boschi primigeni come quelli di Fallistro, Gariglione e Gallopane.
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