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montagne - catena delle serre
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| Nome: | Catena delle Serre |
| Formazione: | Granitica-Cristallina |
| Rilievo Max: | Monte Pecoraro |
| Altitudine: | 1423 metri s.l.m. |
| Photogallery: | foto 1 -
foto 2 -
foto 3 |
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Con il nome di Catena delle Serre, si identificano due lunghe ed opposte catene montuose che corrono quasi parallele in direzione
nord-sud, una occidentale di 53 km di lunghezza che parte dalla Soglia di Cortale per raggiungere la Sella della Limina, l'altra
orientale di circa 37 km si estende dal Monte San Biagio fino alla Serra de Bonis. Le due catene montuose, dalla caratteristica
forma a dente di sega, sono divise in parte dalle alte valli dei fiumi Ancinale e Allaro e da una seria di ampie conche montane.
A parte il piccolo e singolare gruppo montuoso del Monte Mammicomito formato da imponenti masse calcareo-dolomitiche, la natura
geologica delle Serre è essenzialmente cristallina, con presenza diffusa di graniti, porfidi e dioriti ben evidenti sul tutto il
complesso montuoso. Sul versante occidentale della Catena delle Serre la roccia cristallina sprofonda sotto gli strati pliocenici
della valle del Mesima, mentre ad oriente si estendono ampi strati di argille fino a lambire l'antistante e suggestivo litorale
ionico. Il confine nord della Catena delle Serre è costituito dall'Istmo di Marcellinara, da cui si diparte la prima lunga
dorsale di monti poco elevati, tra cui il Serra Alta di 1022 metri ed il Monte Cucco di 961 metri. Alle ampie foreste di latifoglie
si alternano, sulle alture, popolamenti di conifere da rimboschimento, mentre nelle bassure domina la garigia. Al centro delle Serre
le opposte pendici delle due catene montuose scendono dolcemente verso il fondo di splendide conche dove si adagiano i centri abitati.
E' il caso di Serra San Bruno, mistica località posta sulla conca omonima solcata dall'Ancinale. Sui culmini dei rilievi emergono dalle
fitte foreste di latifoglie miste a conifere, ammassi di rocce granitiche dalla sagoma cupa e misteriosa. Qui si ergono i monti più alti
della Catena delle Serre, tra cui il Monte Pietra del Caricatore alto 1414 metri ed il Monte Pecoraro, massima vetta delle Serre con
1423 metri di altezza. Ad est, dai culmini della catena orientale, discendono le valli dei più importanti corsi d'acqua che dopo ripidi
e toruosi passaggi di quota si gettano nelle acque del mar Ionio. Come la fiumara Assi, o la fiumara Stilaro, attorno alla quale si
estende il famoso Bosco di Stilo, ricco di
abeti bianchi e faggi con un sottobosco fittissimo di eriche ed agrifogli. Tali corsi d'acqua percorrono valloni scoscesi e gole celate
dalla macchia boschiva fitta e cupa, prima di gettarsi da cascate alte e ripide sul corso delle fiumare, come le splendide Cascate di Marmarico, che dopo un
salto fragoroso di 90 metri si gettano nella fiumara Stilaro. Allo straordinario spettacolo del versante orientale della Catena delle
Serre, si accompagna, anche se per un circoscritto episodio geologico, il maestoso habitat rupestre dei monti Mammicomito di 1047 metri
e Consolino di 701 metri, che ricchi di imponenti pareti e guglie di calcare, sovrastano gli abitati di Stilo e Bivongi. L'importanza ambientale della Catena delle Serre è data dal ruolo di congiuntura naturale ed ecologica
tra l'Altopiano della Sila ed il Massiccio d'Aspromonte, con i quali
condivide tra l'altro la stessa struttura geologica. L'abete bianco è l'essenza arborea più diffusa, per la particolare umidità del clima
e l'abbondanza delle precipitazioni. L'abete bianco misto al faggio forma vasti boschi distribuiti sopratutto sui versanti interni delle
opposte catene. Mentre sulle conche centrali l'abete bianco prevale nettamente, dando vita ad abetine pure dallo sgombro sottobosco, come
nel Bosco Achiforo sulle pendici occidentali del Monte Pecoraro e il Bosco di Santa Maria su quelle orientali del Colle d'Arena.
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