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montagne - massiccio dell'aspromonte
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| Nome: | Massiccio dell'Aspromonte |
| Formazione: | Granitica-Cristallina |
| Rilievo Max: | Montalto |
| Altitudine: | 1955 metri s.l.m. |
| Photogallery: | foto 1 -
foto 2 -
foto 3 |
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Posto alla estrema punta della penisola italiana, a ridosso dello Stretto di Messina, l'aspro e selvaggio Massiccio dell'Aspromonte
rappresenta una delle aree più misteriose e misconosciute d'Italia. Non è certo che il nome derivi dall'effettiva asperità del suo
territorio, posto che alcuni studiosi ritengono invece il nome di Aspromonte derivato dal greco Monte Bianco e riferito ad alcune
rocce particolarmente bianche assai diffuse nel settore orientale. Dal punto di vista geologico, il Massiccio dell'Aspromonte
appartiene alle cosiddette Alpi Calabresi, formatisi in epoca più remota rispetto alla dorsale appenninica, e composte in prevalenza
da graniti anzichè dal calcare. Ad un nucleo centrale di gneiss, talvolta granatiferi, si accompagnano ad oriente micascisti con lembi
terziari eocenici, miocenici e pliocenici. Nel versante di ponente invece i depositi pliocenici e quaternari sovrastano direttamente
gli gneiss. Dal punto di vista orografico, il Massiccio dell'Aspromonte si presenta a forma di cono vulcanico solcato alle pendici
da profonde valle fluviali che scendono ripide da ogni lato, verso ovest terminando nelle piane di Gioia Tauro e Rosarno, ad est sulle
colline della locride. A nord si distendono una serie di piani e rilievi ondulati caratterizzati da fitte foreste interrotte da radure
e ruscelli incastonati in strette forre boschive. Ai margini orientali di questo settore si ergono imponenti affioramenti rocciosi
come le Torri di Canolo o i Tre Pizzi, nei pressi di Stilo. Ad oriente il Massiccio dell'Aspromonte è costituito da una serie di dorsali che si dipartono dal Montalto,
che con i suoi 1955 metri di altitudine è il rilievo più alto. Le dorsali dunque si snodano in diverse direzioni con cime relativamente
elevate come il Monte Cannavi di 1669 metri, il Monte Pietracappella di 1823 metri ed il Monte Puntone di 1815 metri. Queste zone sono
ricche di ruscelli e corsi d'acqua che scivolano nascosti sul fondo delle valli, superando in brevissimo spazio dislivelli enormi e dando
origine alle lunghe e spettacolari cascate tipiche del Massiccio dell'Aspromonte come quelle di Forgiarelle sul torrente Ferraina, oppure le
cascate di Maesano
che si aprono sul torrente Menta. A valle di queste cascate si creano le tipiche fiumare dell'Aspromonte che danno vita ad altrattanti
singolari spettacoli della natura, come la fiumara Butramo che dà origine nella sua alta valle a gole strettisisme avvolte dalla
lussureggiante vegetazione, oppure della fiumara Buonamico dall'ostruzione della quale si originò nel 1973 il lago Costantino. Sulla sinistra idrografica della fiumara
Buonamico, si apre la Zona dei Monumenti, singolari composizioni rocciose che si ergono sopra una fittissima foresta di latifoglie. La
Pietra di Febo, dalle guglie a strapiombo sulla valle, la Pietra Lunga dal pittoresco cono sormontato da cespugli, la Pietra Castello
e la Pietra Cappa, imponente sfinge alta oltre cento metri e che domina l'intera zona. Ad occidente il Massiccio dell'Aspromonte raggiunge
le dirupate scogliere della Costa
Viola attraverso una lunga serie di piani. Il Massiccio dell'Aspromonte si presenta dunque come una irta e possente piramide posta
alla fine della penisola italiana, la cui integrità ambientale e paesaggistica è stata mantenuta dall'estrema asperità del territorio.
Le zone sommitali del massiccio conservano ancora l'antico manto silvano fatto ad estese faggete miste all'abete bianco, mentre sui costoni
orientali delle alte valli delle fiumare, enormi roveri dividono il terreno con colossali pini larici. Sul versante occidentale invece il
castagno è dominante, e nelle bassure del Massiccio d'Aspromonte alligna la macchia mediterranea degradata a gariga.
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