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corsi d'acqua - fiume neto
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| Nome: | Fiume Neto |
| Ubicazione: | Altopiano della Sila |
| Sorgente: | Monte Botte Donato |
| Lunghezza: | 80 Km |
| Photogallery: | foto 1 -
foto 2 |
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Il fiume Neto nasce sulle pendici del monte Botte Donato a circa 1700 metri di altitudine nel cuore dell'Altopiano della Sila, e dopo una corsa di 80 chilometri circa si tuffa nelle
acque del mar Ionio all'altezza del centro di Fasana a metà strada tra Strongoli Marina e Crotone. Per la sua lunghezza e per l'estensione del bacino idrico, il Neto
è il secondo fiume più importante della Calabria dopo il Crati, con il quale tra l'altro condivide il carattere torrentizio, che lo rende cioè molto secco
in estate e con piene impetuose in inverno, quando può raggiungere una portata di 280 metri cubi d'acqua al secondo. Il fiume Neto
scorre profondamente incassato tra la rigogliosa vegetazione silana dell'alta valle omonima, ricevendo svariati affluenti che ne
incrementano di volta in volta la portata. Da destra il Neto riceve i fiumi Arvo e Ampollino, da sinistra il fiume Lese e nei pressi
della sua foce, la fiumara Vitravo. Dopo alcuni chilometri percorsi nel cuore oscuro della Sila, giunto presso l'abitato di Cotronei il fiume Neto lascia la provincia
di Cosenza per entrare in quella di Crotone
allargando notevolmente il proprio alveo fluviale che diviene un ampio conoide alluvionale. Il fiume costeggia per alcuni chilometri un
tratto della strada Statale 107 Silana, volgendo repentinamente ad est dopo aver superato il centro di Rocca di Neto. Qui il fiume
rallenta la sua corsa durata quasi 80 km, e scorrendo con andamento meandriforme si getta nelle acque del mar Ionio all'altezza del centro
di Fasana. Le acque del fiume Neto sono sfruttate per l'irrigazione intensiva in agricoltura e per la produzione di energia elettrica
dalla centrale Enel di Cotronei. La foce del fiume Neto, è uno degli ultimi ambienti umidi della costa ionicadella Calabria, nonchè uno
degli ambienti più interessanti dal punto di vista ecologico e naturalistico. Infatti tutta la foce del fiume Neto è caratterizzata da
tipici elementi ripari, litoranei e palustri dove trovano riparo diverse specie di uccelli migratori. La vegetazione palustre è ben
rappresentata dalla folta presenza di canneti, tamerici e salici, divenuti oramai specie rara in tutta la regione. Nel 1976 la regione
Calabria ha istituito l'oasi di protezione faunistica su circa 1500 mq della foce del fiume Neto.
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