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Chiunque avesse visitato l'antica Kroton del VI secolo a.C. si sarebbe di certo imbattuto in una città ricca e potente, cinta da quasi 20 km di mura armate e difesa da un
esercito di oltre 150 mila uomini, scolpiti nei muscoli e nello spirito. Passeggiando lungo le ampie plateie avrebbe forse sentito un attempato signore disquisire di forze
contrapposte e morigeratezza dei costumi, avrebbe visto un bovino adulto portato in spalla da un forzuto atleta, e condotto sul promontorio Lacinio sacrificarlo al santuario di Hera. Eppure non si sarebbe di certo annoiato il nostro, potendo scegliere di frequentare la famosa scuola medica, considerata da Strabone la migliore al mondo, oppure
la elitaria e filosofica scuola pitagorica. Chi avesse invero
preferito la cura del corpo e dell'estetica, avrebbe apprezzato la celeberrima scuola ginnica crotoniate, fucina di campioni olimpici come Astilo, Phaillos, Plauto, e Milone, pugile imbattuto per oltre vent'anni.
Se per le vie di Kroton il nostro si fosse imbattuto in qualche vegliardo crotoniate, avrebbe certo ascoltato la leggenda di Eracle e dei buoi sottratti al mostro Gerione
durante una delle sue mitologiche fatiche. Diodoro Siculo sostiene infatti che Eracle di ritorno a Micene coi buoi del mostro Gerione, sui promontori iapigi, subì il
tentativo di furto della sua mandria da parte di Lacinio, giovane del luogo. Durante la contesa il figlio di Zeus, punì Lacinio con la morte, ma per fallo colpì anche il suo
amico Crotone, che lo aveva ospitato sui promontori. Per rimediare al misfatto compiuto, Eracle chiamò uno di quei promontori col nome di Lacinio, ed erigendo un sepolcro al giovane
Crotone, promise che una città insigne ne avrebbe un giorno perpetuato il nome. La promessa si realizzò quando l'ecista Miscello di Ripe, acheo di famiglia nobile, nel 709 a.C. sulle rive del fiume Esaro, fondò la citta di Kroton,
per espresso ordine del dio Apollo. In giro per l'antica Kroton, il nostro avrebbe acquistato qualche statuetta riproducente il tempio di Apollo, quello di Zeus, entrambi nel
circuito urbano, oppure il maestoso tempio di Hera, ubicato fuori le mura,
sul promontorio Lacinio. Avrebbe pagato con stateri in argento recanti in effigie il tripode delfico, col quale la pizia esternò a Miscello il volere di Apollo. Avrebbe ricevuto in resto altri stateri in argento recanti in effigie la testa di
Hera, mamma di Heracle, moglie di Zeus e protettrice dei crotoniati,
oppure la testa di Heracle, mentore dell'antica città di Kroton. Se il nostro invece si fosse avvicinato al mare, non avrebbe potuto mancare di vedere qualche incontro di
pugilato o di lotta sulla spiaggia, o scorgere giovani atleti scolpire il loro corpo e lo spirito correndo verso l'Aurea Cappa per gonfiare i polmoni di aria sacra e di gloria.
Già qualche decennio più tardi la fondazione, la città di Kroton celebrava i primi olimpionici, che portavano lustro e fama in giro per il mondo. E giunsero subito, da ogni dove,
uomini liberi, pensatori, uomini d'arte e di scienza, mentre la città cresceva nella grazia di Apollo e di Hera. E giunse da Samo un pensatore di nome Pitagora che ivi stabilì una scuola filosofica, portando migliorie all'assetto politico e morale della numerosa comunità crotoniate. E fiorirono a Kroton le
attività commerciali e gli scambi col mondo ellenico e con la Cirenaica. E gonfi di gloria e di sapere i crotoniati costruirono altre colonie a controllo del territorio, nacquero
così Kaulonia e Skylletion sul mar Ionio, e Terina sul mar
Tirreno. E Kroton coniava monete, tra le più belle e antiche della Magna Grecia, e attirava nemici potenti, come Sybaris, opulenta e sfarzosa, distrutta dai crotoniati nel 510 a.C. annegata sotto 4 metri di fango, e Locri Epizefiri, dalla quale ricevette la più cocente sconfitta militare all'inizio del VI secolo sul fiume Sagra.
La potenza economica e militare dell'antica Kroton era certo legata al dinamismo intellettuale della città. L'antica Kroton vide il fiorire di intense attività scientifiche,
e culturali, vi nacquero illustri personaggi della medicina antica, come Alcmeone,
Democede e Callifonte, filosofi pensatori come Filolao, atleti olimpionici, tra cui Phaillos, Plauto ed il celeberrimo Milone. Ma la figura più controversa e misteriosa dell'antica Kroton, fu certamente quella di Pitagora di Samo, uomo morigerato e mite, descritto dai più come maestro di vita e pensatore, da pochi
apostrofato invece come ciarlatano. Eppure la Kroton del VI secolo a.C. fu città ricca e potente, nel corpo e nello spirito, guidata da un saggio pensatore, ma forgiata da Eracle a
sua immagine e somiglianza affinchè anche l'ultimo dei crotoniati fosse sempre il primo tra i greci.
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