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chiese - san francesco d'assisi a gerace
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| Catalogazione: | Bene Architettonico |
| Ubicazione: | Gerace (RC) |
| Fondazione: | XIII° secolo d.C. |
| Destinazione: | Chiesa Monumentale |
| Photogallery: | foto 1 |
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La Chiesa di San Francesco d'Assisi di Gerace del 1252, è un grandioso edificio gotico che misura 40 metri di lunghezza per 11,45 metri
di larghezza totale. Alla chiesa si affiancano sulla sinistra il chiostro in gran parte diruto (m. 43x39,60) e sulla
destra i resti della Cappella di Santa Maria de Jesu, 9x5 metri di area, che un tempo costituiva la Chiesa di San
Lorenzo. La chiesa di San Francesco presenta un bel portale gotico acuto a triplice archivolto intagliato,
ricamato con delicati fregi e motivi geometrici di stile arabo-normanno. Tra gli elementi decorativi è visibile a
sinistra nella cordonatura, tra i capitelli, una svastica raffigurante il sole, simbolo orientale dell'eternità.
Sulla sinistra si ammira l'altare monumentale di S. Antonio da Padova, ricco di finissimi marmi; subito dopo di
esso si ergeva l'altare dello Spirito Santo, non più ricostruito dopo gli ultimi restauri. Così pure, non esiste più
l'altare di destra, situato nella Cappella gentilizia della Contessa Caterina Concublet, la quale aveva
sposato Giovanni Caracciolo Conte di Gerace. Opera del 1372 di un seguace di Tino da Camaino, è il sarcofago di Nicola Ruffo di
Calabria. Nel sarcofago che prima si trovava addossato all'altare nello stesso vano, vegliano in fila sul corpo del
guerriero, Santa Maria de Jesu al centro fra due angeli e i Santi Petro ed Elena a sinistra, Caterina e Paolo a destra.
Nel 1806 quando i soldati francesi entrarono nel borgo di Gerace i Frati abbandonarono il convento annesso alla chiesa di San Francesco
d'Assisi e portando con sè ogni cosa. Dopo la paventata confisca dei beni, il convento fu adattato a prigione
distrettuale di Gerace,
della quale si ammira ancora oggi qualche testimonianza, capace di contenere 300 detenuti. La Chiesa fu manomessa
gravemente e, da allora, abbandonata; il sarcofago del Ruffo fu violato e le ceneri disperse dai soldati avidi di oro.
Chiuse le carceri, nelle fabbriche rimaste vuote si stabilì un mulino, un frantoio e alcune abitazioni. L'armonioso
organismo architettonico della chiesa e convento di San Francesco, venne smembrato, e per decenni sembrò irrimediabilmente
perduto, finchè nel 1951 la Sovrintendenza alle Antichità della Calabria non iniziò i lavori di restauro che, in poco più
di un ventennio, hanno reso il complesso di San Francesco d'Assisi tra i più belli di Gerace.
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