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Rossano
Abitanti:37.419 abitanti
Altitudine:270 metri s.l.m.
Superficie:149 kmq.
Provincia:Cosenza
Photogallery:foto 1 - foto 2 - foto 3 - foto 4

Rossano trae il suo nome dal greco rusion (che salva) e acron (promontorio, altura) da cui derivano le versioni medioevali Ruskia o Ruskiané o ancora Rusiànon, che poi in latino divenne Roscianum. Fondata probabilmente dagli Enotri intorno al XI° secolo a.C, passò sotto il controllo della potente colonia achea di Sybaris intorno al VII° secolo a.C. e successivamente, grazie alla sua naturale conformazione di città fortezza, divenne l'avamposto romano nel controllo della Piana di Sibari i quali tentavano infruttuosamente la conquista dei territori montuosi della Sila, allora occupati da popolazioni bruzie.
Tra il 540 ed il 1059 d.C. Rossano visse una fase di grande splendore sociale, artistico e culturale sotto il dominio dei Bizantini. La sua posizione strategica la rese appetibile meta di conquista da parte di numerosi invasori tra cui Visigoti, Longobardi e Saraceni, ma non fu mai espugnata. Importante centro politico-amministrativo nonché capitale dei possedimenti dell'Impero di Bisanzio, in qualità di centro militare nel 951-952 fu sede dello Stratego e si guadagnò il titolo, ancor oggi in uso, di Rossano la Bizantina.
In effetti la gran parte dei monumenti di Rossano sono di origine bizantina, a partire dall'antico Cenobio di San Marco edificato nel X° secolo, caratterizzata dai lunghi absidi bizantini a strapiombo su una rocca, nonchè chiesa gemella della più famosa Cattolica di Stilo. E ancora l'antico monastero del Pathire o Pathirion, maestoso impianto monastico voluto dai normanni, che mescola influenze architettoniche bizantine e normanne insieme. E ancora l'Oratorio della Panaghia, ossia di Maria la tutta Santa, anch'esso risalente al secolo XI e ubicato nei pressi della Cattedrale, l'oratorio si pesenta a navata unica rettangolare e absidata.
E poi ci sono le chiese di rito cattolico, come la chiesa di San Bernardino, primo edificio sacro di rito latino cattolico della città, edificata nel 1424. La chiesa, a navata unica, con una serie di cappelle laterali, conserva capolavori architettonici, scultorei e pittorici di grande pregio, tra cui il portale d’ingresso e le arcate dell’abside e delle cappelle in stile tardo gotico.
Il Museo Diocesano di Rossano conserva reperti storici di enorme importanza tra cui si segnala lo stupendo Codex Purpureus Rossanensi, unico evangelario greco miniato in oro del VI° secolo d.C. realizzato in Palestina o Siria e giunto a Rossano intorno al IX° secolo, probabilmente portato da qualche monaco in fuga. Il Codex Purpureus contiene la trascrizione in greco dei vangeli di Matteo e Marco, vergato con caratteri onciali su pregiata pergamena color porpora.

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