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Piccola città d'arte Rossano trae il suo nome dal greco rusion (che salva) e acron (promontorio, altura) da cui derivano le versioni medioevali Ruskia o Ruskiané
o ancora Rusiànon, che poi in latino divenne Roscianum. Fondata probabilmente dagli Enotri intorno al XI secolo a.C, passò sotto il controllo della potente colonia
achea di Sybaris intorno al VII secolo a.C. e successivamente, grazie
alla sua naturale conformazione di città fortezza, divenne l'avamposto romano nel controllo della Piana di Sibari, i quali tentavano infruttuosamente la conquista
dei territori montuosi della Sila, allora occupati da popolazioni
bruzie. Tra il 540 ed il 1059 d.C. Rossano visse una fase di grande splendore sociale, artistico e culturale sotto il dominio dei Bizantini. La sua posizione
strategica la rese appetibile meta di conquista da parte di numerosi invasori tra cui Visigoti, Longobardi e Saraceni, ma non fu mai espugnata. Importante centro
politico-amministrativo nonché capitale dei possedimenti dell'Impero di Bisanzio, in qualità di centro militare nel 951-952 fu sede dello Stratego e si guadagnò il
titolo, ancor oggi in uso, di Rossano la Bizantina. In effetti la gran parte dei monumenti di Rossano sono di origine bizantina, a partire dall'antico Cenobio di San Marco edificato nel X secolo, caratterizzata dai lunghi absidi
bizantini a strapiombo su una rocca, nonchè chiesa gemella della più famosa Cattolica di Stilo. E ancora l'antico monastero del Pathire o Pathirion, maestoso impianto monastico voluto dai normanni,
che mescola influenze architettoniche bizantine e normanne insieme. E ancora l'Oratorio della Panaghia, ossia di Maria la Tutta Santa, ubicato nei pressi della Cattedrale
con pianta a navata unica, anch'esso risalente al secolo XI. Meno importanti sono le chiese di rito cattolico presenti a Rossano, come la chiesa di San Bernardino,
edificata nel 1424 è il primo edificio sacro di ritolatino della città. La chiesa ha pianta a navata unica, con una serie di cappelle laterali, conserva capolavori
d'arte, architettonici, e pittorici di grande pregio, tra cui il portale d'ingresso e le arcate dell'abside e delle cappelle in stile tardo gotico. Eppure tra i
capolavori dell'arte bizantina di Rossano, il più celebre è forse un codice miniato in oro chiamato Codex Purpureus. Il Museo Diocesano
di Rossano conserva reperti storici di enorme importanza tra cui si segnala lo stupendo Codex Purpureus Rossanensi, unico evangelario greco miniato in oro del VI secolo d.C. realizzato in Palestina o Siria e giunto a Rossano
intorno al IX secolo, probabilmente portato da qualche monaco in fuga. Il Codex Purpureus contiene la trascrizione in greco dei vangeli di Matteo e Marco, vergato con caratteri onciali su pregiata pergamena color porpora. Il
Codex Purpureus rimane tra gli oggetti d'arte più interessanti
conservati in Calabria. |
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