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Parco Nazionale della Sila

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Parco Nazionale della Sila
Classificazione:Parco Naturale
Ubicazione:Altopiano della Sila
Estensione:73695 Ettari
Altitudine:800 - 1928 metri s.l.m.
Photogallery:foto 1 - foto 2 - foto 3

Istituito con una legge del 1997 e perimetrato nel 2002, il nuovo Parco Nazionale della Sila, ingloba i territori dello storico Parco Nazionale della Calabria, più una parte della cosiddetta Sila Greca, che prima era rimasta esclusa. Il Parco che occupa una superficie di 73.695 ettari e si estende sulle provincie di Cosenza, Catanzaro e Crotone, protegge uno dei luoghi più suggestivi e ancora vergini della foresta italiana, quella Selva Bruzia definita impenetrabile e affascinante dagli antichi Strabone, Virgilio, Plinio, Livio fino ai moderni viaggiatori stranieri quali Norman Douglas e Lenormant, i quali nei loro viaggi in Calabria, rimasero colpiti dalle interminabili e fitte foreste di conifere.
L'ambiente del Parco Nazionale della Sila è in prevalenza costituito da fitte foreste di conifere alternate da estesi pianori di alta quota. La morfologia del territorio è tipicamente ondulata ad altopiano, mentre le riserve idriche ruotano attorno ai tre grandi bacini artificiali del Cecita, Arvo e Ampollino, dove spesso vanno a confluire molti tra i piccoli corsi d'acqua silani. All'interno del Parco Nazionale sono presenti foreste, boschi ed ambienti di enorme valore botanico e naturalistico, come la secolare foresta di Fallistro, a metà strada tra Camigliatello Silano e Silvana Mansio, che ospita esemplari colossali di pino laricio chiamati i Giganti della Sila, protetti nella Riserva Biogenetica di Fallistro. Il secolare bosco del monte Gariglione, che il viaggiatore inglese Norman Douglas definì foresta vergine mai toccata dall'uomo, protetta dalla Riserva Biogenetica del Gariglione. E poi ancora il bosco del Gallopane a pochi chilometri dal lago Cecita, con secolari boschi di pini larici misti a faggio. E ancora il bosco di Poverella, nei pressi di Villaggio Mancuso, dove al pino laricio si associa l'abete bianco, anche questo protetto dalla Riserva Naturale di Poverella.
La Sila è certamente il regno incontrastato delle conifere, tra cui pino laricio e l'abete bianco, ma ai bordi dell'altopiano, sulle pendici che digradano verso i territori contermini, sussistono estese formazioni di latifoglie. Leccio e Sughera popolano alcuni valloni scoscesi in prossimità del Monte Reventino e della valle del Trionto. Eccezzionali boschi di querce caducifoglie, sopratutto Rovere, Cerro, Farnia e Farnetto, residuano in particolare nella Sila Greca tra il Santuario del Pathirion di Rossano ed il Cozzo del Pesco, ove sorge uno dei più fitti e grandi castaneti secolari d'Italia, che per le proporzioni e l'età degli alberi si può ritenere di trovarsi di fronte a lembi di foresta quasi primigenia.
La fauna nel Parco Nazionale della Sila, un tempo ricchissima ed annoverante specie di gran pregio, è oggi fortemente ridotta quanto a specie ed a numero di esemplari, a causa dell'eccessiva antropizzazione dell'habitat. Il Lupo annovera tuttavia la popolazione più numerosa dell'intero paese con circa una trentina di esemplari. Il Capriolo, presente fino a qualche anno fa con esemplari autoctoni, risulta oggi geneticamente contaminato dalle immissioni di esemplari provenienti da altre regioni. Nelle aree adibite a Parco Nazionale sono stati di recente introdotti il Daino e il Cervo, molto diffusi anche il Cinghiale, il Gatto Selvatico e la Martora. Tra l'avifauna tipica del Parco Nazionale della Sila invece spiccano il Capovaccaio, il Biancone, l'Astore, il Gufo Reale e Picchio Nero.

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